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(Dronkitmaster, CC-BY-SA-3.0)

Nello splendida Puglia, nel Salento, si trova una delle città più incantevoli di Italia e più celebri: Ostuni. Detta anche Città Bianca, la cittadina di trentamila abitanti è situata a nord di Brindisi ed è il più settentrionale comune del Salento, zona amatissima dai turisti per le sue meravigliose spiagge.

Ostuni, situata a 200 mt dal livello del mare, ha un territorio molto vasto e le sue marine distano otto chilometri dal centro storico, caratterizzato appunto dalle casette dipinte tutte in calce bianca. La Città Bianca dal 1994 al 2017 ha ricevuto la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa. Si tratta di una località molto amata anche dai vip. Ad esempio è meta prediletta per le vacanze dei coniugi Macron, ma anche dell’attore di Hollywood Tom Hanks.

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Ostuni guida al centro storico

(Mentnafunangann, CC-BY-SA-4.0)

La storia di Ostuni affonda le sue radici nel paleolitico e come gran parte del Salento è legata a quella degli altri popoli che nel tempo si sono affacciati in queste terre, conquistandole ed esportando i propri usi e consumi. La città venne fondata dai Messapi, ma un notevole sviluppo il territorio di Ostuni lo ottenne grazie a Federico II di Svevia, nella prima metà del XIII sec., ma la città crebbe anche nel tardo Medioevo e poi nel Rinascimento. La tipicità di Ostuni, ovvero la suggestiva colorazione della case del centro storico in calce bianca, affonda le sue radici già nel Medioevo. Questo deriva dalla facile reperibilità della calce come materia prima, ma non solo. Infatti, si voleva assicurare complessivamente una maggiore luminosità. In questo, la calce gioca un ruolo fondamentale, riuscendo a dare la giusta luce. Inoltre, nel XVII sec. l’imbiancatura a calce fu l’unico modo per evitare che la peste dilagasse a Ostuni. Con gli anni, la pratica di imbiancare le case a calce si è andata perdendo, così il sindaco ha dovuto emanare un’ordinanza ad hoc per renderla obbligatoria.

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(Renato Agostini, CC-BY-SA-3.0)

All’interno del centro storico, sono molte le chiese che è possibile visitare, tra queste la Basilica Minore, posta alla sommità del colle più alto. Tracce del Barocco leccese sono presenti anche a Ostuni, con il monastero delle Carmelitane, del Settecento, a cui è annessa la chiesa di San Vito martire. Presenti nel borgo antico diverse dimore signorili: tra queste il barocco palazzo ducale Zevallos e il palazzo Siccoda. Sono ancora conservate e visibili per lunghi tratti le mura aragonesi che cingono la città vecchia, mentre poco resta del Castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all’episcopio.

Ostuni cosa vedere

(Pixabay)

Non solo opere d’arte di epoca medievale e barocca all’interno delle mura: Ostuni presenta anche un notevole numero di masserie, le più importanti delle quali sono collocate lungo la Statale 16 Adriatica. Parliamo della masseria Santa Caterina, sulla strada per Carovigno, un fortilizio con alta torre ottagonale, e in direzione Fasano della fortificata masseria Lo Spagnulo, dal proprietario, il vescovo protonotario Don Saverio Lopez y Royo, originario di Pamplona. Attualmente, nella prima è stato aperto un B&B, con a disposizione un’ampia camera matrimoniale con bagno ed ingresso autonomo. La seconda struttura si presenta come un imponente complesso fortificato, risalente al 1600, con una torre quadrangolare, una chiesa, la casa padronale, le stalle e l’antico frantoio. Sempre a Ostuni, è presente la Conceria del Tabacco, un edificio che per mezzo secolo ha ospitato tutto il tabacco necessario alla creazione di sigarette. Costruito negli anni Venti del secolo scorso, la sua storia è legata a una vicenda tragica che ne determinò la chiusura e l’abbandono. Nella zona sono inoltre visitabili il dolmen di Montalbano, nel territorio comunale di Fasano, e sempre in direzione Nord il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D’Agnano, che presenta i resti di un insediamento messapico. Questi due siti sono la testimonianza più efficace della presenza umana sin dai tempi antichi.

Ostuni, spiagge: venti chilometri di costa tutti da scoprire

(Art Anderson, CC-BY-SA-3.0)

Ma la Città Bianca vanta anche una costa estesa per 20 chilometri in un susseguirsi di baie tra frastagliate scogliere. Il tutto circondato dal verde della macchia mediterranea. La caratteristica di queste spiagge è senza dubbio l’alternanza tra la sabbia bianca, sottile e le alte scogliere. Tappa obbligatoria sono le spiagge di Rosa Marina, Torre Guaceto e Torre Pozzelle, ma non solo. Una delle spiagge più belle della Regina degli Ulivi, altro nome con il quale è conosciuta Ostuni, è il Pilone. Si tratta di una riserva naturale regionale, sia per la sua importanza archeologica sia per la natura rimasta intatta che la caratterizza. Spostandoci verso sud, troviamo Specchiolla o Torre Guaceto, dove un’antica torre di avvistamento chiude una splendida baia sabbiosa. Continue insenature e scogli caratterizzano invece Torre Pozzelle, poi si arriva a Costa Merlata, con le sue particolari calette sabbiose. La zona si è sviluppata ed è meta turistica con numerosi villaggi per vacanze e centri residenziali. Da qui si arriva a Rosa Marina, ormai ben più di un villaggio, con un centinaio di villette bianche. La località è sicuramente la più apprezzata dai vip. Arriviamo così a Villanova, un piccolo centro peschereccio fondato da Carlo I d’Angiò nel 1277. La frazione di Ostuni dispone di un porticciolo turistico ai piedi del basso castello fortilizio. Numerose le spiagge, sempre molto frequentate. Villanova nasce sulle ceneri della scomparsa Petrolla, un borgo che ebbe storia breve e controversa. Infine, sempre spostandoci verso Sud, troviamo la spiaggia di Lamaforca: qui è presente uno dei villaggi turistici più rinomati della zona.

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A cura di Gabriele Mastroleo