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elezioni 2018
Luigi di Maio (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Elezioni 2018, scenari di governo. Verrà reddito di cittadinanza? Le ipotesi possibili.

Mentre aspettiamo l’assegnazione definitiva dei seggi alla Camera e al Senato, si delineano le ipotesi sulle possibili formazioni di governo.

Improponibile un Nazareno bis (Forzisti e dem non avrebbero i numeri per fare da soli), improponibile un governo fatto solo dai Cinque stelle, com’è improponibile la pretesa del Movimento di trovare un accordo accogliendo chi accetterà in toto programma e squadra di governo già presentati da Di Maio (e allora non sarebbe un’alleanza e non si capisce chi potrebbe avere interesse a sottoscriverla). Nero l’umore in casa Pd: “Una sconfitta chiara e netta, un risultato molto chiaro nella sua negatività”, ha dichiarato il vicesegretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, annunciando l’intervento di Renzi. Il quale alla fine ha annunciato le sue dimissioni con una conferenza stampa in diretta tv e web.

Elezioni 2018 scenari di governo

Dopo il clamoroso risultato alle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, tutti ora aspettano il nuovo governo. Nessun partito né coalizione ha la maggioranza, pertanto a meno che non si voglia tornare subito al voto o formare una sorta di “governo del presidente” o tecnico, i partiti dovranno formare delle alleanze. Impossibile per mancanza di numeri formare un’alleanza tra Partito democratico e Forza Italia, forse c’è una ipotesi di governo di centrodestra, comunque di minoranza, guidato da Salvini. Più probabile che il Movimento 5 Stelle, il partito che ha preso più voti, sia allei o con la Lega o un Pd senza Matteo Renzi. Tutto è possibile, a questo punto, e tutto rimane aperto.

Tra gli scenari futuri, c’è già chi si interroga sulle promesse annunciate nei programmi di governo. Su tutte, il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle e la Flat tax proposta dalla Lega.

Verranno tradotte in provvedimenti concreti queste promesse? Dalla valanga di voti ottenuti da Lega e M5S è molto probabile che imprenditori e artigiani del Nord Italia abbiano votato il partito di Salvini proprio al fine di avere un grosso sconto sulle tasse. Mentre molti residenti al Sud Italia, dove la disoccupazione è drammatica, potrebbero aver votato i Cinque Stelle proprio per avere il sostengo del reddito di cittadinanza, che a seconda dei casi potrebbe essere di 780 o 1000 euro. Una misura importante per chi vive in situazione di povertà o di indigenza, in zone depresse in cui la mancanza di lavoro è cronica.

Il problema, però, resta quello delle coperture. Per applicare queste misure, del tutto legittime e forse in alcuni casi anche utili, occorrono ingenti investimenti, di diversi miliardi di euro, che l’Italia non ha o sono difficili da trovare. Bisognerebbe fare deficit, e la Commissione europea sta già tenendo sotto controllo l’Italia per l’atavico problema dei conti.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, poi, non si tratta ovviamente di una “rendita”, ma di uno strumento di sostegno al reddito subordinato alla ricerca di lavoro e che viene sospeso, se il beneficiato disoccupato rifiuta un lavoro per ben tre volte. Chi gli farà le offerte di lavoro? I Centri per l’impiego, secondo il programma dei Cinque Stelle, ma tutti conosciamo l’efficienza dei Centri per l’Impiego italiani e soprattutto la scarsità di lavoro al Sud. Quali lavori verranno offerti ai disoccupati? Raccogliere pomodori e altri ortaggi al posto dei migranti che verranno espulsi? E con quale contratto e a che condizioni?

Sono domande complesse, alle quali si dovrà rispondere in modo compiuto e convincente, con provvedimenti realizzabili. Insomma, dopo tante promesse, che forse hanno fatto guadagnare il consenso a Lega e Movimento 5 Stelle, ora si deve passare ai fatti.

Infine, in un ipotetico scenario di governo con alleanza Cinque Stelle e Lega verranno adottati entrambi i provvedimenti? Flat tax e reddito di cittadinanza? O uno al posto dell’altro? La scelta non sarà facile. Staremo a vedere.

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