Omicidio Sacchi, parla il teste: “Anastasiya chiese a Luca se fosse tutto ok”

Omicidio Sacchi, parla il teste chiave, un amico della vittima che lancia nuove indiscrezioni: “Anastasiya chiese a Luca se fosse tutto ok”.

luca sacchi

Assume nuovi sviluppi l’indagine sull’omicidio di Luca Sacchi. Nei guai, a fine novembre, è finita anche Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata del giovane. Anche per lei sono state prese misure cautelari. A oggi ci sono troppi punti oscuri in questa vicenda, che è costata la giovane vita del 25enne romano. In particolare, in più occasioni è emerso che questi potesse sapere della compravendita di droga.

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Luca Sacchi: le nuove indiscrezioni del teste chiave

Luca Sacchi

Ma in questi giorni emergono nuovi particolari importanti. Il testimone oculare Domenico Marino Munoz avrebbe deciso nei giorni scorsi di collaborare con gli inquirenti nello sviluppo delle indagini. Sull’altro lato, si analizzano i cellulari della fidanzata di Luca e del suo amico Giovanni Princi. Ma appunto in questi giorni le rivelazioni più importanti arrivano dal teste, anche egli amico di Luca Sacchi e convinto che la vittima fosse a conoscenza dell’intento della fidanzata. Questo pur non essendo, a quanto pare, coinvolto nella trattativa.

Nuovi dettagli arrivano dalla deposizione di Munoz, il quale sentito come persona informata sui fatti, avrebbe spiegato: “La sera dell’aggressione ho percepito che Luca, Anastasia, Giovanni Princi e le persone notate in via Latina stavano facendo qualcosa di poco lecito e come da mia abitudine, ho preferito farmi i fatti miei. Anastasia ha detto a Luca: ‘tutto a posto’. Lui ha annuito con la testa”.

La ricostruzione del teste Munoz

Munoz afferma nella sua deposizione agli atti della Procura che che Anastasia “si è allontanata. Non ho visto cosa facesse perché si trovava alle nostre spalle e avrà detto qualcosa a Luca che io non ho percepito. Anastasia aveva lo zaino in spalla e credo che sia tornata indietro verso via Latina, ma non l’ho vista perché io e Luca avevamo già svoltato l’angolo su via Mommsen. La fidanzata di Luca dopo circa due minuti ci ha raggiunti e ha detto a lui: ‘tutto a posto'”.

Sottolinea inoltre di ritenere verosimile che fosse in corso una trattativa sull’acquisto di stupefacenti, poi ricorda un altro dettaglio del giorno dopo la morte di Luca Sacchi: “La sera dopo, Giovanni Princi mi ha detto di voler passare la serata con me per “soffrire” la morte di Luca insieme, ma io palesando la voglia di stare solo con la mia fidanzata, ho declinato l’invito. La verità è che avevo intenzione di non incontrare Princi perché ho percepito che lui aveva avuto un ruolo nella vicenda criminale che ha portato alla morte di Luca”.

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