Pamela Mastropietro, la sentenza: ergastolo per Innocent Oseghale

Pamela Mastropietro, giovane romana morta a Macerata: la sentenza del processo contro Innocent Oseghale, condannato all’ergastolo.

Pamela Mastropietro
(Facebook)

Arriva oggi la sentenza del processo per la tremenda morte di Pamela Mastropietro, la giovane romana che è stata rinvenuta cadavere e fatta a pezzi a fine gennaio 2018 a Macerata, dopo essere scappata da una comunità di recupero per persone con problemi di tossicodipendenza. Sul banco degli imputati il nigeriano Innocent Oseghale, accusato di omicidio volontario aggravato in quanto commesso nell’ambito una violenza sessuale, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e violenza sessuale ai danni di una persona in condizioni di inferiorità psichica o fisica. Pochi minuti fa la sentenza: ergastolo per il nigeriano, con 18 mesi di isolamento diurno. Confermato dunque l’impianto accusatorio.

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Pamela Mastropietro: dalla fuga dalla comunità al ritrovamento

Nel corso del processo, Oseghale ha confessato “solo” di aver sezionato e nascosto in alcuni trolley il cadavere della 18enne romana, non di averla stuprata e uccisa. Il procuratore di Macerata sostiene che sia stato lui a colpirla per ben tre volte al fegato, mentre secondo la difesa del nigeriano Pamela Mastropietro sarebbe morta per un’overdose di eroina. La vicenda ha avuto una vasta risonanza mediatica: la giovane vittima era una ragazza di soli 18 anni che risiedeva a Roma con la famiglia. Aveva passato tutta l’infanzia e l’adolescenza a Ponte Lungo, in via Saluzzo, dove la mamma aveva un negozio di parrucchiera.

La sua adolescenza era stata travagliata: negli anni del liceo Pamela Mastropietro aveva sviluppato una dipendenza da alcolici e droghe che l’aveva allontanata da chi le voleva bene. Spinta dalla mamma, aveva deciso di disintossicarsi presso la Pars (centro di recupero per tossicodipendenti in provincia di Macerata). Da qui era già scappata una volta e quindi il 30 gennaio del 2018: stando ad alcune ricostruzioni, la ragazza cercava i soldi per il biglietto per tornare a casa e aveva raggiunto Macerata. Resta da chiarire il ruolo di due persone, che durante la fuga avrebbero abusato della giovane in cambio di denaro e che ora sono formalmente indagati per violenza sessuale. Una volta alla stazione di Macerata, Pamela Mastropietro si era fatta accompagnare in un parco pubblico, dove aveva conosciuto Innocent Oseghale. Cosa sia accaduto a quel punto è al centro del processo.

Le accuse a Innocent Oseghale, il pusher nigeriano

Insieme a Oseghale, vennero arrestati due presunti complici, Lucky Awelima e Desmond Lucky per i quali sono cadute le accuse sul caso e rimangono quelle per spaccio di eroina. Durante la requisitoria del processo, l’accusa ha sostenuto “Abbiamo la certezza assoluta che non vi è stata overdose, non è stata l’assunzione di quel minimo quantitativo di eroina a cagionare la morte di Pamela Mastropietro”. Invece, la morte di Pamela Mastropietro sarebbe “avvenuta per le due ferite penetranti alla sede basale emitoracica destra dovendosi escludere l’overdose”. Per la pubblica accusa, la giovane “voleva fuggire, è stata uccisa perché voleva sottrarsi a Oseghale. Prima di essere uccisa, è stata costretta a subire violenza sessuale e l’autore di questa violenza è stato Innocent Oseghale”.

Dopo l’omicidio, il nigeriano sarebbe stato visto acquistare dei prodotti per la pulizia della casa in un negozio: in sostanza, stando sempre a quanto ricostruito, Pamela Mastropietro morì nell’appartamento di Via Spalato dove Innocent Oseghale viveva, successivamente il nigeriano – in circostanze che probabilmente non verranno mai completamente chiarite – prova a sbarazzarsi del cadavere, facendolo a pezzi e nascondendolo in due trolley, poi chiama una sorta di ‘tassista’ per farsi dare un passaggio nelle campagne del maceratese e qui abbandona le valige. Lo stesso ‘tassista’ è tra i primi a collaborare alle indagini, insieme ad altre persone che nelle ore a cavallo tra la scomparsa e la morte avrebbero avuto a che fare con la giovane romana.