Incidente filobus Milano | Il tranviere “Non avevo le mani sul volante”

Incidente filobus Milano
Incidente filobus Milano FOTO viagginews

Incidente filobus Milano, il Corriere della Sera riporta una ammissione importante da parte del conducente ritenuto responsabile di quanto successo.

Il drammatico incidente del filobus a Milano, che nella mattinata di sabato 7 dicembre si è scontrato contro un autocompattatore ad un incrocio, presenta un nuovo, importante risvolto. Alla guida del mezzo pubblico c’era un conducente di giovane età. Sulle cause del disastro – che è finito con il costare la vita ad una donna di 49 anni, la sudamericana Shirley Ortega – si è pensato che il tutto potesse essere imputabile all’utilizzo improprio del telefonino. Un malcostume questo che è purtroppo ancora molto diffuso in Italia. E che ogni anno causa incidenti anche mortali in gran numero. Secondo quanto riportato da ‘Il Corriere della Sera’ nella sua edizione odierna, emerge ora anche un’altra possibilità. Il tranviere ritenuto responsabile dell’incidente del filobus a Milano sarebbe stato distratto dalla cedola.

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Incidente filobus Milano, la cedola o il telefono avrebbero distratto il tranviere

Lo avrebbe ammesso lui stesso ad alcuni suoi colleghi. Si tratta di una sorta di diario di bordo da compilare per ogni turno di lavoro del conducente in quel momento incaricato. Va compilato prima di prendere servizio. Lo schianto tra il filobus e l’autocompattatore ha avuto luogo alle 08:08, quindi circa pochi minuti dopo l’inizio del regolare turno di lavoro di quel giorno. Ma gli investigatori vogliono capire se alla stessa ora risultasse attivo anche il telefonino. In tal caso a distrarre il tranviere sarebbe stato presumibilmente proprio il suo smartphone. Quest’ultimo è un 28enne originario della Sicilia ed assunto dalla azienda Atm la scorsa primavera. Attualmente è in fase di recupero dopo una prognosi di 10 giorni per le ferite riportate nello schianto. Sul suo conto si sa anche che possiede tutti i requisiti necessari per svolgere la professione.