Falcone e Borsellino, i due giudici crocifissi in una opera di street art – FOTO

Falcone e Borsellino crocefissi
Falcone e Borsellino crocefissi in dei manifesti affissi a Palermo FOTO open.online

I giudici Falcone e Borsellino ritratti in dei manifesti affissi nel cuore di Palermo come Cristo in croce. È un omaggio od un insulto?

Sta facendo molto discutere una rappresentazione dei giudici Falcone e Borsellino nella loro Palermo. I due magistrati, uccisi dalla mafia in attentati concepiti per eliminare entrambi assieme alle relative scomode opere anticriminalità rispettivamente il 23 maggio 1992 ed il 19 luglio dello stesso anno, vengono rappresentati come Cristo al momento della crocifissione. Se la valenza simbolica dei manifesti che li raffigurano a Salita Santa Caterina, nel capoluogo siciliano, può essere facilmente intuibile – entrambi vengono considerati a giusta ragione degli uomini giusti martiri della mafia – fa discutere però l’impatto visivo di tale rappresentazione. Simbolica anche la scelta del luogo dove apporre queste due forti rappresentazioni. Ovvero a poca distanza dalla sede del Consiglio Comunale di Palermo.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Falcone e Borsellino, omaggio oppure insulto?

Sui manifesti campeggia la firma di Al Fayeth. Le opere hanno suscitato opinioni contrastanti, dividendo il pubblico tra chi ha apprezzato la cosa e chi decisamente no. Coloro che plaudono all’iniziativa fanno riferimento alle scritte poste in alto sulle croci. Falcone e Borsellino sono indicati rispettivamente come ‘San Giovanni Martire’ e ‘San Paolo Martire’. Proprio ad indicare che il loro è stato un sacrificio per il bene comune. Che le loro vite sono state prese dalla mafia al culmine della loro strenua lotta contro Cosa Nostra. Ma c’è anche chi vede il tutto come un oltraggio alla memoria dei due giudici. Non manca anche un’altra possibile interpretazione.

Potrebbe anche essere una protesta contro il no all’ergastolo ostativo

Tutto ciò potrebbe rappresentare una protesta forte nei confronti della dichiarata illegittimità dell’ergastolo ostativo. Qualche settimana fa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, come anche la Corte Costituzionale, hanno dichiarato illegale il carcere duro a vita nei confronti dei mafiosi. Anche di coloro che si sono macchiati di reati gravi. Tale forma di detenzione è detta “ergastolo ostativo“. Introdotta proprio all’indomani degli attentati ai danni di Falcone e Borsellino, prevede che i soggetti condannati per reati di mafia o terrorismo non possano usufruire di benefici penitenziari.

Una misura che favorirebbe “trattamenti degradanti ai mafiosi”

Né di forme di detenzione alternative come servizi sociali o permessi diurni di lavoro. A meno che non diventino veri collaboratori di giustizia. I due enti di cui sopra però ritengono che l’ergastolo ostativo violi l’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, perché darebbe adito a trattamenti ritenuti degradanti ed inumani. Certo è che mafiosi che hanno le mani sporche di sangue e che non hanno mai collaborato con la giustizia vedranno ora alleggerita la loro posizione.