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CasaPound Facebook: “Causa per danni se non ci riattiva le pagine”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30
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CasaPound Facebook diffida
Vicenda CasaPound Facebook, diffida al social dal movimento – FOTO: screenshot

Inoltrata una richiesta da parte del movimento di Gianluca Iannone per la controversa vicenda CasaPound Facebook: “Danni di immagine enormi”.

Qualche giorno fa ‘CasaPound Facebook‘, la pagina sul noto social network del movimento di estrema destra, è stata bloccata. A tutt’ora risulta inaccessibile, assieme al profilo Instagram. E stessa sorte il colosso presieduto da Mark Zuckerberg lo ha riservato anche agli spazi ufficiali di Forza Nuova . E pure a decine di altre pagine e profili annessi. “Diffondono odio” è stata la motivazione ufficiale di Facebook. Della cui famiglia fa parte proprio Instagram. Nella giornata di ieri c’è stata la risposta da parte di CasaPound. Il movimento neofascista ha inoltrato una diffida al social network. In tale messaggio si intima chi di dovere a riattivare i propri spazi web, attualmente oscurati, entro 48 ore.

CasaPound Facebook, “sempre agito nel rispetto delle regole”

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In tale diffida si fa riferimento alla “improvvisa e ingiustificata disattivazione della pagina Facebook dell’Associazione. L’account è sempre stato utilizzato nel rispetto delle condizioni d’uso e delle leggi in materia. Il tutto senza porre in essere alcuna azione lesiva dei principi che tali previsioni intendono tutelare”. Secondo CasaPound, la condotta di Facebook nei suoi confronti costituisce “una grave violazione dei diritti dell’Associazione ed è per essa causa di grave pregiudizio in quanto impedisce senza alcuna giustificazione l’esercizio di diritti fondamentali, riconosciuti dalla Costituzione italiana”.

Il movimento minaccia azioni legali

Ma non è tutto. Ci sarebbero anche i crismi per parlare di “violazione delle disposizioni in materia di privacy e di proprietà intellettuale”. Ipotesi motivata dal fatto che i responsabili della pagina CasaPound Facebook non hanno più modo di accedere a contenuti multimediali di loro proprietà esclusiva. Se Fb non provvederà a ripristinare tutto quanto, il movimento fa sapere che si rivolgerà all’autorità giudiziaria “anche allo scopo di ottenere un risarcimento danni”. Difficile pensare però che a Menlo Park possano avere cambiato idea.