Omicidio Vannini, “Ciontoli dirà che Marco si è suicidato”: scoppia la polemica

Il legale della famiglia Vannini reagisce con parole dure dopo l’ultima intervista ad Antonio Ciontoli: “La prossima volta dirà che si è suicidato?”.

Per la famiglia Vannini la misura è ormai colma. Dopo l’ultima intervista ad Antonio Ciontoli, l’uomo condannato per aver sparato al povero Marco uccidendolo, la mamma del ragazzo, Marina Conte, non nasconde – per bocca dell’avvocato Celestino Gnazi – tutta la sua rabbia e la sua indignazione, criticando la scelta dell’uomo di parlare in tv a processo ancora in corso e puntando l’indice contro il suo “vittimismo indecente”.

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L’amaro sfogo della madre di Marco Vannini

Ai microfoni di Storie Maledette Ciontoli padre ha spiegato di non essersi reso conto che un colpo dall’arma che teneva in pugno era partito all’indirizzo del giovane di Cerveteri ucciso con un colpo di pistola. Una versione inverosimile secondo mamma Marina e il suo legale, che nell’ultima puntata di Quarto Grado prendono la parola per mettere alcuni puntini sulle “i”. ”Io vorrei ricondurre la cosa alla sentenza, in cui si dice che il Ciontoli ha avuto un atteggiamento mendacio, riprovevole e odioso”, afferma l’avvocato Gnazi, che ricorre a un paradosso per sottolineare come Ciontoli stia facendo una sorta di gioco al rimpallo delle responsabilità: “Non vorrei che qualcuno la prossima volta venga a dirci che Marco si è suicidato. E qualcuno ci crederà pure!”.

Nel mirino anche la giornalista e conduttrice di Storie Maledette, Franca Leosini – alla quale Marina Conte ha voluto comunicare via Facebook tutto il suo disappunto per l’atteggiamento avuto nei suoi riguardi. Mentre Gianluigi Nuzzi, conduttore di Quarto Grado, sempre via social all’indomani della prima parte dell’intervista di Ciontoli a Rai3 aveva chiosato: “Facciamocene una ragione, il colpevole è Marco Vannini”.

“Siamo persone normali, non meritiamo questo male” aveva affermato Ciontoli, invocando il perdono dei Vannini. Mamma Marina, tuttavia, sembra ben lunghi da un passo del genere: “Si permette di dire che Marco era come un figlio per lui, ma per un suo figlio avrebbe aspettato tanto ad andare in ospedale?”. Una domanda che, assieme a tante altre, aspetta ancora una risposta. L’iter giudiziario, intanto, va avanti con i tempi lunghi della giustizia: la prossima udienza è fissata al 7 febbraio.

EDS