Mamma suicida, palloncini bianchi sul Tevere per ricordare le gemelline

(Websource / archivio)

Tanti palloncini bianchi sono stati appesi a Ponte Testaccio sul Tevere per ricordare Sara e Benedetta, le gemelline di 5 mesi annegate con la madre suicida.

Ponte Testaccio, a Roma, coperto di palloncini bianchi in memoria di Sara e Benedetta. Così lo scorso sabato 22 dicembre si è voluto ricordare le due gemelline di appena 5 mesi annegate nel Tevere con la madre suicida. Pina Orlando, 38 anni si è infatti gettata nelle gelide acque del fiume all’alba del 20 dicembre portando con sé le due figliolette, i cui corpicini non sono ancora stati ritrovati. I sommozzatori e le forze dell’ordine continuano a scandagliare il fiume senza sosta.

Il 23 dicembre si sono invece tenuti i funerali di Pina Orlando, nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli ad Agnone, cittadina in provincia di Isernia, in Molise, dove la donna era nata. Accanto alla sua bara tutti i familiari, a cominciare dal marito Francesco, ingegnere, che ha seguito composto, ma col volto segnato dal dolore e dalla tristezza, l’intera la funzione religiosa. “Per questo profondo dolore arrivato proprio mentre ci si preparava a vivere un momento di fratellanza e di fede per il Natale del Signore. Il silenzio – ha detto il vescovo di Trivento, Monsignor Claudio Palumbo – è la migliore parola, quella più eloquente in questo momento così drammatico dove siamo ricondotti a quel rapporto misterioso ma reale che lega ciascuno di noi, ciascuna vita con colui che è il Signore della vita, che stabilisce i tempi del nascere e del morire”.

Le cause del gesto che ha distrutto un’intera famiglia

Probabilmente la donna ha gettato nelle acque le bimbe per poi lanciarsi a sua volta. Le gemelline erano nate con gravi malformazioni: una aveva gravi problemi motori, forse irreversibili, che l’avrebbero costretta in carrozzina e l’altra era purtroppo cieca. Una terza gemella era invece morta prima del parto. Non solo una depressione post-partum, ma anche un fortissimo senso di colpa avrebbe spinto Pina Orlando a farla finita per sempre.

L’impiego di ormoni avrebbe inoltre alterato il suo stato psico-fisico, contribuendo a far precipitare la situazione. Eppure quanti conoscevano la Pina non riescono a farsi una ragione dell’accaduto. Era “una donna premurosa assennata e amava la sua famiglia”, raccontano gli amici, e “ad Agnone era conosciuta da tutti per le sue qualità umane. Allo studio notarile dove lavorava la ricordano anche per la sua grande onestà e preparazione professionale”. Quella gravidanza tanto desiderata è stata invece il preludio di una tragedia che ha sconvolto un intero paese e distrutto una famiglia che sognava di essere felice.

EDS

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