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navi ong
(Facebook)

Navi Ong: la SeeFuchs avrebbe preso una nuova rotta dopo le parole dei ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli sulla correttezza del suo operato.

Nuovo affondo di Francesca Totolo, blogger molto attiva su Facebook e collaboratrice del ‘Primato Nazionale’, contro le navi Ong che stazionano nel Mar Mediterraneo. Stando alle sue parole, dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini e Danilo Toninelli, che avevano annunciato l’apertura di un’indagine della Guardia Costiera sullo stato di bandiera effettivo delle navi di LIFELINE e sea-eye, “sembra che la Seefuchs della seconda stia riparando verso Malta”.

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Le accuse di Francesca Totolo contro le navi Ong

Si chiede la Totolo: “Chiederanno asilo loro questa volta?”. In un precedente post, aveva denunciato: “Il trucco ormai è confermato: le Ong (LIFELINE e sea-eye) attirano i ‘gommoni della morte’ e poi fanno intervenire i mercantili/rimorchiatori da usare come staffetta per il trasbordo sulla Diciotti del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera”.

Quindi aveva aggiunto: “Matteo Salvini e Danilo Toninelli, le navi italiane devono retrocedere per evitare questa nuova pratica’. Per fortuna, in questo ‘salvataggio’ sta intervenendo la Guardia Costiera Libica, che riporterà i migranti indietro”. Quell’appello, in sostanza, non sarebbe rimasto inascoltato. Francesca Totolo, in questi giorni, è molto attiva nella denuncia del comportamento a suo dire poco corretto delle navi Ong nel Mediterraneo.

Tutte le recenti accuse alle navi Ong

Qualche giorno fa, in un post affermava che “forse la nuova strategia delle ONG è trasbordare in segreto le consegne di migranti fatte dai trafficanti, sui cargo commerciali così da poter ‘sfruttare’ il successivo passaggio in Italia del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera”.

Ancora più duro un suo articolo delle scorse ore, che iniziava con queste parole: “Spiaggia libica. Quando i trafficanti di schiavi avvistano la nave ONG, buttano in mare i gommoni carichi di immigrati, gommoncini leggeri senza motore. E la gente muore”. Sotto accusa, anche in questo caso, le navi Ong, definite “taxi del mare”.