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Francavilla, i testimoni: Ludovica camminava mano nella mano col padre in autostrada. Emergono nuovi particolari sulla vicenda dal racconto dei testimoni. La ragazzina camminava assieme al padre, prima di essere gettata nel vuoto.

La tragedia di Francavilla nelle ultime ore e i nuovi aggiornamenti

Emergono nuovi particolari nella tragedia di Francavilla.
Proprio ieri un uomo di quarantanove anni, Fausto Filippone, si è lasciato cadere nel vuoto dal ponte sul viadotto dell’Autostrada A14, dopo aver chiesto scusa per quanto compiuto poco prima. Ovvero per aver fatto cadere nel vuoto, da un’altezza di circa 40 m, la figlia dodicenne, Ludovica, avuta con la compagna, la quale è morta in ospedale a seguito di una caduta avvenuta poco prima, dal quarto piano del suo appartamento.
La bimba invece è morta praticamente sul colpo.

Un dramma che ha sconvolto una famiglia che tutti apparentemente reputavano tranquilla. L’unico evento luttuoso negli ultimi tempi per Filippone era stata la recente scomparsa della madre.

Francavilla, i testimoni raccontano che la bimba camminava mano nella mano con il padre

A poche ore dalle immagini del drammatico suicidio, gettandosi nel vuoto, dell’uomo, sono ora le voci dei testimoni che si fanno sentire, raccontando come poco prima della tragedia l’uomo e la bambina siano stati visti camminare mano nella mano.
E’ stata la pattuglia della Polizia Stradale di Pescara Nord a vedere infatti Ludovica in quegli istanti e a rivelarlo nel corso della conferenza stampa a Chieti.

Alcuni automobilisti che transitavano intorno alle 13 sul viadotto dell’A14, hanno invece avvistato i due che mano nella mano si allontanavano circa duecento metri dall’auto, camminando vicino al guardrail, fino a raggiungere il punto dal quale è precipitata la bambina.
Per diverso tempo inoltre nessuno dei soccorritori è riuscito ad avvicinarsi al corpicino poiché l’uomo gridava, minacciando il suicidio, di stare alla larga.

Il questore Vincenzo Palumbo ha dichiarato in queste ore: “Abbiamo cercato, con un negoziatore esperto, di impedire che l’uomo si gettasse dal cavalcavia. L’unico elemento certo è che durante le lunghe trattative lui continuava a chiedere scusa a tutti”.
Katia Basilico, capo di gabinetto della questura, ha affermato invece: “Resta da chiarire se in tarda mattinata, al momento dell’arrivo del 118, Filippone fosse ancora nei pressi della palazzina di largo Roccaraso dove giaceva il corpo di Marina Angrilli nell’area del retrocortile”.
BC