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Elezioni, Di Maio: patto 5 Stelle-PD per il governo. E’ questa la novità principale il giorno dopo i risultati delle elezioni politiche 2018. 

Di Maio
(Franco Origlia/Getty Images)

I commenti degli osservatori più attenti, quando era ormai chiaro chi sarebbero stati i vincitori e chi gli sconfitti delle elezioni politiche 2018 si dividevano in due filoni: chi ipotizzava un accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega, i due partiti veri vincitori di questa tornata elettorale, e chi invece prefigurava un’apertura di Di Maio al Partito Democratico per trovare quell’accordo cercato già cinque anni fa da Pierluigi Bersani.

Elezioni, Di Maio pronto a trattare: patto 5 Stelle-PD per il governo

Rispetto al 2013 è cambiato molto il movimento grillino, ma soprattutto è cambiato il PD, molto più debole di allora e, almeno in teoria, libero da Matteo Renzi che si è dimesso ieri in un modo che non ha mancato di creare polemiche. Per questi motivi oggi l’ipotesi di un accordo di governo tra pentastellati e democratici appare l’ipotesi più probabile per il governo del Paese. Prima delle elezioni del resto Di Maio era stato chiaro: “Il nostro obiettivo è arrivare al 40% e governare da soli. Se no, ci assumeremo la responsabilità di governare. La sera del voto faremo un appello. Chi risponderà si siederà con noi per mettere in piedi le priorità di governo”.

Elezioni, Di Maio pronto a trattare: mai con Renzi o Berlusconi

I cosiddetti ben informati fanno sapere che Di Maio è pronto a trattare con chiunque con solo due eccezioni, due veti ben precisi: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Anche qui basta ricorrere ad una dichiarazione pre voto per capire quale sia la strada: “Se alle elezioni il Pd andrà male e Renzi verrà fatto fuori nella resa dei conti interna, noi saremmo pronti a sederci anche con il Pd e la sinistra”. A questo si unisce il fatto che secondo fonti vicine al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia la ferma intenzione di affidare l’incarico di governo qualora ravvisasse una coalizione in grado di avere la maggioranza in Parlamento. Niente soluzioni tecniche o interlocutorie dunque, ma l’ipotesi maggiore rimane proprio quella di un governo 5 Stelle-Pd.

A cura di Francesco Baglio