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Matteo Renzi invita i cattolici al votoElezioni 2018, Matteo Renzi e le sue dimissioni: “Finge di dimettersi”
Dopo la batosta delle urne ci si aspettava un chiaro segnale dal PD. Chiaro segnale che poteva passare attraverso le dimissioni da segretario di Matteo Renzi. Il leader del PD però, in conferenza stampa, ha dichiarato che si dimetterà solo dopo che sarà stato formato il nuovo governo. Ovvero Renzi vuole essere lui a gestire le consultazioni per le larghe intese ribadendo che il PD non si alleerà con nessuno, ma sarà partito di opposizione.

Una scelta, questa delle dimissioni rimandate, che ha provocato diverse polemiche anche all’interno del partito e fra alcuni esponenti del Centro-Sinistra. Ormai infatti è chiaro a molti che una delle responsabilità della debacle del PD è la leadership di Renzi, che raccoglie pochi consensi fra gli elettori del centro-sinistra.

Ma, vale la pena ricordarlo, la debacle del PD è figlia di anni di mal gestione, anni in cui la Sinistra, con scelte sbagliate, occhieggiando a destra, guardando solo al ‘nemico’ Berlusconi, si è piano piano fatta fuori da sola. La Sinistra non esiste più. Un elettore che ha sempre votato a sinistra piano piano non ha più avuto un partito di riferimento. Ed è questo che ha portato alla debacle delle elezioni 2018. Se la Sinistra non si ritroverà, Renzi o non Renzi, non ci sarà più.

Il presidente della regione Puglia e leader di fronte democratico Michele Emiliano ha dichiarato: “Dalle sconfitte, anche quando sono annunciate e pesanti, bisogna sempre trarre insegnamento per rilanciare la propria battaglia per il bene comune. La comunità del centro sinistra esiste, è smarrita e ha bisogno di ritrovarsi e rifondarsi. Renzi punta alla sua autoconservazione, sta pensando a come rientrare in partita, non a come far rientrare il Paese in partita. Per questo finge di dimettersi”.