Un corridoio d’acqua che ringhia, rocce che si stringono fino a farsi ombra, passi sospesi nel vuoto: la Liechtensteinklamm è il brivido buono che cerchi quando vuoi sentire le Alpi da vicino, non solo vederle.
All’inizio è un suono. Il fruscio che diventa rombo. Poi l’aria si fa fredda, umida, quasi elettrica. Entri nella Liechtensteinklamm e capisci che qui l’acqua ha più memoria di noi. Ha inciso per millenni, ha lucidato, ha scavato. Le pareti si alzano scure, fino a 300 metri, e chiudono il cielo in una fessura blu. Cammini su passerelle solide, scavate nella pietra. Ti fidi. Anche perché lo sguardo fugge giù, dove la corrente si incunea tra marmitte e salti.
La gola si trova a St. Johann im Pongau, nel cuore del Salisburghese, a circa 60 km a sud di Salisburgo. È una tappa alla portata di tutti: il percorso visitabile richiede in media un’ora, con soste e foto. È un cammino di legno e acciaio che asseconda la roccia, mai il contrario. Qui la forza la detta la Großarler Ache, il torrente che corre verde scuro e spruzza in volto minuscole stelle d’acqua.
Per metà sentiero la scena resta trattenuta. Luce minima, rumore massimo. Il punto centrale arriva all’improvviso, quando la gola si apre quanto basta per farti respirare e mostra il suo segno del tempo: una scala a chiocciola in corten, la “Helix”, che si avvita come un tralcio metallico. È un gesto contemporaneo dentro una cattedrale naturale. Non urla, non disturba. Ti invita a salire piano, a contare i gradini con la voce bassa. Un bambino davanti a me ne conta venti, poi si ferma e ride: “Non finisce più”. Da lassù, l’acqua sembra una vena pulsante nel quarzo.
La gola è aperta in stagione, da primavera ad autunno (le date variano in base a meteo e sicurezza). L’accesso è a pagamento e include la manutenzione di scale e parapetti. Un dettaglio che conta: la Liechtensteinklamm è stata riaperta nel 2020 dopo un importante intervento di messa in sicurezza. Oggi il tracciato è più solido e leggibile, ma resta un ambiente vivo, che cambia con piogge e disgeli. Se il meteo peggiora, alcune sezioni possono chiudere senza preavviso: è normale, qui comanda l’acqua.
Come arrivare e quando visitarla
Auto: da Salisburgo A10, uscita Pongau/Bischofshofen, poi indicazioni per St. Johann e Liechtensteinklamm. Parcheggio dedicato vicino all’ingresso. Treno + bus: fermata St. Johann im Pongau, poi navetta o bus locale verso la gola. Trasferimento breve. Periodo ideale: fine primavera e inizio estate per portata d’acqua e luce; settembre per colori e quiete. Evita giornate di piena o ghiaccio. Tempo di visita: 60–90 minuti, passo tranquillo. Dislivello contenuto, ma gradini presenti. Servono scarpe con suola scolpita e una giacca leggera: l’interno è fresco anche in luglio.
Consigli pratici e rispetto del luogo
Tieni lo zaino essenziale: mani libere sui passerelle e gradini. Limita i droni e i flash: la gola è stretta, il rispetto fa la differenza. Con bambini: procedi davanti a loro nei tratti più scivolosi. Il rumore delle cascate può intimorire i più piccoli: una cuffietta aiuta. Check aggiornamenti: aperture, orari e lavori possono variare. Meglio verificare il giorno stesso.
C’è un momento, uscendo, in cui il rombo resta nelle orecchie come un battito. Ti volti e la fessura di roccia è già ombra. Pensi a quanta pazienza serva per scavare una gola così. E a quanta ne abbiamo noi, nelle nostre giornate spezzate. Se tornassi domani, l’acqua sarebbe la stessa e diversa: non è forse questo, in fondo, il motivo per cui viaggiamo?

