Il Ponte di Ognissanti a Napoli, tra fantasmi e leggende

Una meta perfetta per trascorrere il Ponte di Ognissanti è sicuramente Napoli, città di miti e leggende, di misteri e soprattutto di fantasmi. Scoprite quali sono i luoghi più misteriosi della città, da vedere in questo ponte da paura.

Ponte di Ognissanti Napoli
Il Ponte di Ognissanti a Napoli, tra fantasmi e leggende. Credits: Flickr

Il Ponte di Ognissanti è la giusta occasione per visitare Napoli, città che storicamente è piena di luoghi misteriosi e di fantasmi che invadono le strade e i palazzi, presenze importanti per tutti i cittadini.

La loro fama li precede e tutti i napoletani quasi li venerano, come se fossero divinità. Vediamo quali sono questi fantasmi e dove si trovano.

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Il Ponte di Ognissanti a Napoli, un tour tra i fantasmi

Mistero, superstizione e atmosfere inquietanti pervadono alcuni luoghi di Napoli, una città che ha oltre 2500 anni. Il lato più affascinante di questa città è, sicuramente, quello che non si può vedere ad occhio nudo, ovvero i fantasmi che infestano molti dei suoi pittoreschi vicoli e spazi aperti.

Il Golfo di Napoli offre momenti straordinari, inquietanti e decisamente da brivido, tutto perfetto quindi per trascorrere il Ponte di Ognissanti nell’atmosfera perfetta. Per un tour perfetto tra i fantasmi di Napoli, ecco quattro luoghi che vi consigliamo e quali sono le presenze ultraterrene che potreste incontrare.

La leggenda di Parthenope

Una delle leggende più famose è quella di Parthenope, la famosa sirena dalla quale la città prese il nome. Parthenope era una sirena, una creatura particolarmente seducente che simboleggia ancora oggi l’intersezione tra bellezza, pericolo, attrazione e repulsione.

Ponte di Ognissanti Napoli
Il Ponte di Ognissanti a Napoli, tra fantasmi e leggende: Parthenope. Credits: Wikimedia Commons

Parthenope e le altre sirene usavano il loro canto seducente per attirare i marinai sulle rocce costiere, dove le ninfe del mare li avrebbero poi annegati.

Quando il famoso Ulisse, come viene raccontato nell’Odissea di Omero, sventò la tentazione del dolce canto della sirena, tappando le orecchie dei suoi marinai, Parthenope si uccise disperata.

Il suo corpo fu trasportato su una minuscola penisola, chiamata Megaride, che si trova dove oggi vediamo il Castel dell’Ovo. La leggenda vuole che il suo corpo si dissolse, diventando la morfologia della città oggi esistente. Infatti, si dice che la sua testa sia dove si trova Capodimonte, mentre i piedi a Posillipo.

I fantasmi di Castel Sant’Elmo a Napoli

Uno dei luoghi più belli da vedere a Napoli è Castel Sant’Elmo, da non perdere per il tour del ponte di Ognissanti perché si dice sia pieno di fantasmi.

Ponte di Ognissanti Napoli
Il Ponte di Ognissanti a Napoli, tra fantasmi e leggende: Castel Sant’Elmo. Credits: Flickr

In questo meraviglioso castello medievale, infatti, si dice che si percepiscano oscure presenze, soprattutto nei sotterranei di notte dove si sentono spesso dei lamenti: secondo la leggenda, infatti, si tratta delle anime degli usurpatori che volevano assalire la dimora reale e che venivano uccisi dalle guardie.

Inoltre, lungo la Pedamentina, ossia la scala che fiancheggia la collina del castello, vagherebbe un fantasma tutto vestito di bianco, allegro e giocherellone che spaventa i poveri turisti per divertimento.

Il Cimitero delle Fontanelle, le capuzzelle vi attendono

A Napoli, soprattutto in questo periodo, una tappa obbligatoria è il Cimitero delle Fontanelle, una delle mete più misteriose e anche inquietanti della città.

Nel cuore del Rione Sanità, si trova questa enorme grotta, che secondo le stime attuali ha una superficie di circa 30.000 metri quadrati. Fin dal ‘500, veniva utilizzata dagli spagnoli come luogo per scaricare i resti umani.

Qui venivano trasportati i corpi delle persone povere, quelle che non potevano permettersi una sepoltura adeguata, inoltre questo Cimitero venne utilizzato per le principali epidemie, tra cui la peste.

In questo ossario, ancora oggi è percepibile il valore che i napoletani danno alla morte, alla sua sacralità. Nasce il culto delle “anime pezzentelle”, ovvero i teschi presenti nel Cimitero che i napoletani da secoli curano e venerano.

Questo è un simbolo estremo di come a Napoli si miscelano sacro e profano, religione e paganesimo, una delle caratteristiche più affascinanti della città.

Qui, tutti quelli che lo desiderano possono “adottare” una capuzzella, un teschio che si trova nel Cimitero delle Fontanelle, e chiedere una grazia per la propria vita, pregarla o semplicemente parlarle come una valvola di sfogo.

Napoli Sotterranea e il “Munaciello”

Una delle esperienze più inquietanti di Napoli si vive sottoterra, dove i turisti possono esplorare l’ampio labirinto di antiche strade, acquedotti e rifugi antiaerei.

Il percorso più famoso della città è Napoli Sotterranea, un luogo pieno di storia e soprattutto di leggende, come quella del “Munaciello”. Si narra che questo sia uno spirito maligno o benigno, a seconda delle situazioni, una figura molto famosa nella tradizione napoletana.

In realtà, questo personaggio nasce ispirato ai pozzari, ovvero quelle persone che lavoravano nelle cavità idriche, per lo più persone mingherline e smilze.

Questi, ogni tanto si insinuavano nelle case delle persone rubando qualcosa e conquistando le donne sole, soprattutto nobili.

Dq qui, se in casa non si trova qualcosa oppure se si trovano per caso monete e soldi in casa, si dice sia stato il “munaciello”.