Ritrovamento archeologico, grossa scoperta riscrive la storia FOTO

Un ritrovamento archeologico senza precedenti cambia quelle che erano le convinzioni degli esperti. La datazione di un reperto sorprende.

ritrovamento archeologico
Grosso ritrovamento archeologico Foto dal web

Un ritrovamento archeologico ritenuto sensazionale potrebbe riscrivere molte di quelle che erano le nostre convinzioni attuali. Gli esperti parlano di scoperta unica ed ineguagliabile e fa riferimento ad una scultura in legno, la più antica sinora mai finita nelle nostre mani.

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Le analisi al carbonio per il rilevamento dell’età indicano che il manufatto di piccole dimensioni risale ad oltre 12.500 anni fa. Ed essendo una realizzazione lignea, questo ritrovamento archeologico risulta essere proprio per questo motivo più unico che raro. Questa statuina, denominata ‘l‘Idolo Shigir‘, venne rinvenuto nel 1890 in una torbiera da alcuni minatori a Kirovograd, nell’Ucraina centrale.

La fortuna in questa scoperta è che l’ambiente naturale circostante ha creato in qualche modo le condizioni ideali per la sua conservazione, all’interno di un paleo-lago ormai scomparso. L’antichissimo reperto risulta scolpito su di una lastra di larice e presenta degli evidenti motivi geometrici con su incisi otto volti umani.

Una prima analisi aveva stimato che l’Idolo di Shigir fosse risalente a circa 9600 anni fa, poi a 11.600. Ora invece arriva una nuova e più precisa stima, condotta con dei ritrovati modernissimi. La statuina venne creata in una epoca geologica contraddistinta da forti cambiamenti climatici.

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Ritrovamento archeologico, cosa potrebbe rappresentare l’Idolo Shigir

Si pensa che potesse essere una sorta di strumento che gli uomini preistorici intendevano utilizzare per ‘scendere a patti’ con le loro protodivinità. C’è la certezza del fatto che non si tratti di un’opera unica, nel senso che diverse altre coeve potrebbero essere state realizzate a suo tempo, sempre su supporto ligneo.

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Ma la fragilità di tale materiale non ne ha garantito una buona conservazione. In questo caso però è avvenuta una felice eccezione. Il professor Mikhail Zhilin, archeologo dell’Accademia delle Scienze russa, ha trascorso gran parte degli ultimi 12 anni a indagare su altre torbiere negli Urali, nella speranza di trovare altri reperti simili.

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In un sito lui stesso ha riportato alla luce degli antichi strumenti per la lavorazione del legno ed una massiccia tavola di pino, risalenti a circa 11.300 anni fa. Ma purtroppo non risultano esserci degli scavi in corso, a causa della mancanza di fondi. E questo è un vero peccato.