Patrizia Reggiani vuota il sacco: “Perché ho fatto uccidere Maurizio Gucci”

Parla Patrizia Reggiani, ad oltre 20 anni di distanza dalla morte di Maurizio Gucci. Lui era il suo ex marito, del quale lei commissionò l’omicidio.

Patrizia Reggiani
Patrizia Reggiani Foto dal web

Patrizia Reggiani, dopo 20 anni di carcere trascorsi a San Vittore, parla dell’omicidio di Maurizio Gucci. Lui è il suo ex marito, del quale lei stessa commissionò l’eliminazione nel 1995. Al Corriere della Sera la donna. La 72enne ricorda il primo incontro avuto con l’uomo. Erano giovani e si videro nel corso di una uscita a quattro, anche se era l’amica di lei a flirtare con Gucci mentre lei era interessato all’altro.

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Fu al Nephenta di piazza Diaz, a Milano. Dopo mesi di uscite, alla fine tra lui e Patrizia Reggiani Martinelli scoccò la scintilla, con il benestare dell’amica. “Ma aveva lo sguardo di un pesce lesso ed una pettinatura inguardabile, con la brillantina, e quel suo dente mezzo rotto. Io ero la regina di Milano”.

La donna non esita nel parlare di “grande e vero amore. Siamo stati felici, nonostante la passione non viaggiasse di pari passo. Quando poi sono intervenuti i suoi amici è iniziata la rovina. Hanno fatto gruppo contro di me per isolarmi, non so il motivo”. Arriva poi la spiegazione di Patrizia Reggiani sul perché abbia fatto uccidere Maurizio Gucci, il 27 marzo 1995.

“L’ho fatto per stizza. Chiedevo dal salumaio se conoscesse un sicario. Pensare che anni prima accadde lo stesso ad un conoscente di Maurizio. Questi venne ammazzato e noi due ne parlammo alle Isole Galapagos. Io gli dissi che mai sarei stata capace di fare una cosa del genere”. Da quel che risulta, la Reggiani ad un certo punto dovette fare i conti con una brutta malattia, e Gucci l’aveva lasciata per un’altra.

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Patrizia Reggiani, come avvenne l’omicidio di Maurizio Gucci

L’omicidio avverrà nella sede della sua società, la Viersee, dopo 10 anni passati alla presidenza del gruppo di moda della famiglia. Lui aveva 46 anni quando venne assassinato nel 1995 ed una svolta sulle indagini si ebbe solamente nel ’97. Tra conti all’estero, intrighi di potere nell’alta moda e finanza e scenari del genere, finirono in carcere cinque persone.

Tre uomini e due donne, tra i quali l’esecutore materiale dell’assassinio, ovvero il muratore Benedetto Ceraulo. Con lui furono arrestati l’imprenditore in rovina, Orazio Cicala, autista del killer. Poi Ivano Savioni, portiere d’albergo che aveva allestito la trappola a Gucci. Ed ancora, Giuseppina Auriemma, finta sensitiva che aveva fatto da intermediaria.

Oltre naturalmente alla stessa Patrizia Reggiani. La quale racconta anche la vita in carcere, tra lettere di ammiratori ed un senso di sicurezza che ad un certo punto riusciva ad avvertire solamente lì. Lei stessa rammenta anche l’arrivo della polizia a casa. Gli agenti le dissero che sarebbe rimasta in cella soltanto per qualche giorno. Invece sono trascorsi 20 anni.

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Sulla vicenda Ridley Scott ha girato un film con Lady Gaga

Foto dal web

La donna spende parole di elogio per Luigi Pagano, che ha diretto il carcere milanese di San Vittore. Sulla vicenda uscirà tra non molto un film, che vedrà come protagonista proprio Patrizia Reggiani. Sarà Lady Gaga ad interpretarla, con Ridley Scott alla regia. Lei stessa dice che qualcuno della produzione aveva contattato sua madre.

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“Con me invece non si sono fatti vivi, ma andrò a vedere il film, spero nei cinema riaperti”. La famiglia Gucci, che invece ha messo a disposizione il proprio archivio privato, lamenta troppe inesattezza commesse nella pellicola.

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Infine la Reggiani afferma di attendere la morte, in quanto incuriosita da ciò che potrebbe trovarla. “Ho dato disposizioni affinché io venga cremata, per spargere le mie ceneri in mare da un veliero antico di mia proprietà. Credo che poi mi reincarnerò in una coccinella”.

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