Malattia di Nipah, cos’è la potenziale “prossima disastrosa epidemia”

È chiamata ‘Malattia di Nipah’ ed è conosciuta solo dal 1999. Gli esperti virologi la temono per diversi gravi motivi che la caratterizzano.

Malattia di Nipah epidemia
Caratteristiche Malattia di Nipah epidemia Foto dal web

Malattia di Nipah, cos’è il nuovo potenziale pericolo temuto da tanti scienziati ed esponenti della comunità medica mondiale. Si tratta di una malattia scaturita da un virus e che è caratterizzata da un elevato tasso di mortalità, stimato anche fino al 75% dei casi. Questa patologia trova come vettore di diffusione animali selvatici come i pipistrelli della frutta.

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L’agente virale in questione ha mostrato di essere soggetto a mutazioni repentine ed è anche estremamente mortale. I sintomi più noti riscontrati nei casi di Malattia di Nipah consistono in vomito, convulsioni e gonfiore del cervello. La scoperta ufficiale di tale patologia risale al 1999, dopo che dei maiali la trasmisero ad alcuni allevatori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato come la mortalità legata a questa malattia oscilli tra il 40 ed il 75% rispetto all’1% del Coronavirus. Per gli esperti esistono ad oggi 260 virus in grado di rappresentare un potenziale pericolo epidemico. E 16 di essi hanno la priorità assoluta.

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Malattia di Nipah, perché è temuta dalla comunità scientifica

Il periodo di incubazione di questa malattia in particolare è di 45 giorni. Questo vuol dire che una persona contagiata può cospargere tale virus in giro per un mese e mezzo prima di ammalarsi. Sarebbe una situazione anche peggiore del Coronavirus.La dottoressa Melanie Saville, capo della ricerca e sviluppo sui vaccini presso la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, ha avvisato al tabloid inglese ‘The Sun’ che il mondo deve essere pronto ad eventuali rischi legati al Nipah.

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“Non ci sono focolai noti sul pianeta ma è probabile che ne sorgano in futuro. Sappiamo che una futura pandemia è inevitabile. Ci sono molte altre malattie infettive emergenti riconosciute come aventi potenziale pandemico”.