Franco Locatelli, ci sarà o no all’interno del Governo Draghi?

Il premier designato Mario Draghi potrebbe prendere in considerazione di affidarsi anche a Franco Locatelli nel suo nuovo governo.

Franco Locatelli Governo Draghi
La risposta di Franco Locatelli in merito ad una possibile chiamata dal Governo Draghi Foto dal web

Da Franco Locatelli arriva una chiusura all’ipotesi di entrare nel prossimo Governo Draghi, che ormai si profila all’orizzonte. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità infatti risponde a tale domanda rivoltagli a Sky Tg24 con un elogio fatto a Roberto Speranza. “L’attuale ministro della Salute è una persona seria e preparata, molto brava nel lavoro che svolge. La continuità in una situazione come quella con la quale stiamo avendo a che fare è importantissima”.

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Chiarissime le idee che Franco Locatelli comunica nel corso del suo intervento televisivo. Nel frattempo ecco spuntare all’orizzonte un nuovo vaccino che avrà lo scopo di contrastare la circolazione del virus. Si tratta di Sputnik, proveniente dalla Russia e del quale ha parlato la rivista specializzata di settore ‘The Lancet’. Secondo Locatelli le premesse in merito a tale ritrovato risultano molto promettenti. “L’approccio che dobbiamo avere con ogni nuovo progetto anti virus deve essere il più oggettivo possibile”. Secondo il noto esponente della comunità medica bisogna prendere in considerazione molti aspetti. Cosa che le autorità sanitarie preposte a sottoporre i vaccini ad analisi non mancano certamente di fare. Di conseguenza anche il Piano vaccini e la campagna relativa cui sottoporre la popolazione non avranno altro che risvolti benevoli per il futuro.

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Franco Locatelli: “Il Piano vaccini indispensabile per battere il virus”

Entro giugno 2021 si stima di avere un ammontare totale di 40 milioni di dosi. Considerando che ciascun richiamo deve sottoporsi a due somministrazioni, l’obiettivo è di arrivare a 20 milioni di persone vaccinate. Circa un terzo della popolazione italiana. Ma questo dipenderà dai tempi e dalle operazioni svolte dalle varie Pfizer, Moderna ed AstraZeneca. Le case farmaceutiche in questione hanno annunciato in maniera unilaterale una riduzione delle forniture concesse all’Italia.

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Il tutto nonostante la presenza di accordi regolarmente attestati da contratti firmati. Il nostro Paese ha protestato in maniera vibrante e sembra che questo abbia portato ad un aggiustamento parziale della situazione. “Ma se nel frattempo escono fuori altri vaccini come lo Sputnik ben venga”, conclude il professor Locatelli.