Coronavirus Napoli | esposto il Crocifisso dei Miracoli | ultima volta nel 1688

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Il Crocifisso dei Miracoli esposto come segno importante per la crisi Coronavirus Napoli ed Italia in corso. Viene mostrato solo durante le calamità.

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Anche la fede fa la sua parte nell’emergenza Coronavirus Napoli ed Italia. Nel capoluogo partenopeo, all’interno della basilica del Carmine Maggiore le autorità religiose preposte hanno esposto il Crocifisso dei Miracoli.

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Si tratta di una rappresentazione sacra realizzata in legno, che soltanto in altre due occasioni era risultata visibile al pubblico. Entrambe le circostanze si verificarono nel corso del XVII sec., prima nel 1656 e poi nel 1688, per cercare di avere un aiuto dalla divina provvidenza contro rispettivamente la peste e contro un devastante terremoto. Ieri i fedeli hanno potuto riosservare l’ultra secolare raffigurazione del Cristo in croce, mantenendo la distanza di sicurezza di un metro richiesta. Il Crocifisso dei Miracoli veniva esposto anche durante le eruzioni del Vesuvio.

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Coronavirus Napoli, breve storia del Crocifisso dei Miracoli

La basilica in cui l’oggetto sacro è destinatario di venerazione e di preghiere è tra l’altro ciò che ha dato origine al modo di dire tutto napoletano ‘Mamma d’o Carmene’, per rappresentare qualcosa di grande e/o che scaturisce sorpresa. Solitamente il Cristo è ricoperto da un drappo rosso. Ha i capelli realizzati con della seta dorata e, come tutti gli oggetti di interesse di un certo tipo, anch’esso è foriero di credenze e leggende. Si narra infatti che abbia chinato il capo sulla spalla destra senza subire alcun danno. La cosa sarebbe avvenuta nel 1439 nel corso dell’assedio aragonese a Napoli. La basilica fece allora da fortezza per gli angioini. Il proiettile, della lunghezza di 36 cm, fece modo in pratica che il Cristo Crocifisso cambiasse espressione.

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All’inizio aveva una espressione diversa

Pare che in origine fosse con la testa in posizione centrale, rivolta verso l’alto, e con la bocca aperta. Salvo poi diventare come appare oggi, con gli occhi chiusi ed il capo chino sulla spalla destra. La raffigurazione sacra poi viene comunque mostrata per due volte all’anno con una apertura straordinaria, il 2 gennaio ed il 26 dicembre. Ora la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto dare un segno forte della presenza di Cristo scegliendo di esporre di nuovo il Gesù in croce. Le funzioni religiose sono sospese fino al 3 aprile, come anche quelle pubbliche, nell’ambito di quelle che sono le normative intraprese per contrastare la crisi Coronavirus Italia. Che anche a Napoli ora si fa sentire, a causa dell’estensione della zona rossa in tutto il territorio nazionale.

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Il lento e silenzioso pellegrinaggio dei fedeli

Le autorità religiose hanno fatto sapere quanto segue. “In queste ore segnate dalla preoccupazione per il succedersi degli eventi, sarà aperto alla venerazione dei fedeli, il Santissimo Crocifisso miracoloso, che da sempre viene svelato nei periodi di calamità. A lui affidiamo la città di Napoli, l’Italia, l’Europa e il mondo intero”. Con i fedeli che, dalla giornata del 9 marzo 2020, raggiungono la basilica del Carmine Maggiore ed osservano in silenzio, pregando e sperando per un altro aiuto dall’Alto.

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