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Coronavirus, autocertificazione spostamenti: cos’è e dove trovarla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:12
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Con l’estensione della zona rossa a tutta Italia per spostarsi sarà necessario premunirsi di un autocertificazione: cos’è e dove trovarla.

Ieri sera Giuseppe Conte ha comunicato a tutta Italia che non esistono più zone rosse che dividono il Paese, bensì tutta la Nazione è una zona protetta. Questo significa che le norme applicate precedentemente a singole zone, adesso sono valide per tutto il territorio. Nella breve comunicazione, il presidente del consiglio ha motivato la decisione spiegando che in questi giorni ci sono stati dei comportamenti fortemente irresponsabili. Quindi ha aggiunto che le norme introdotte si possono riassumere con un concetto: “Restate a casa”.

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A partire da questa mattina, dunque, saranno impediti gli spostamenti da provincia a provincia, ma anche quelli all’interno del territorio se non motivati da esigenze sanitarie, situazioni di comprovata necessità o ragioni lavorative. Chiunque uscirà da casa dovrà dunque munirsi di un’autocertificazione nella quale dichiara il motivo per cui è uscito di casa, da dove è partito e dove si sta recando.

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Coronavirus, autocertificazione: cos’è, quando va usata e dove trovarla

Come avrete capito bisognerà dimostrare che ci si sta muovendo per ragioni valide. Per farlo potete scaricare il modulo precompilato dal sito del Viminale, dopo di che va stampato e riempito. Per chi non avesse modo di scaricare e stampare il modulo, può copiarne il contenuto a penna su un foglio di carta ed avrà la stessa validità. Ovviamente il documento andrà mostrato alle autorità nel caso di controllo. Chi effettua uno spostamento fisso, come recarsi al posto di lavoro o a casa di parenti che necessitano di assistenza, potrà compilare un unico modulo in cui dovrà specificare che lo spostamento è quotidiano o a cadenza fissa.

Bene precisare che dopo aver esibito il foglio alle forze dell’ordine, gli agenti trascriveranno il motivo del vostro spostamento e potranno effettuare delle verifiche successive. Qualora venga riscontrato che la motivazione dello spostamento non è quella indicata nell’autodichiarazione scatta una denuncia che prevede un arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica. Al fine di prevenire comportamenti scorretti, il ministro Lamorgese ha invitato le autorità a specificare bene ai cittadini quali sono i rischi che corrono.