Omicidio Sacchi, anche Luca utilizzava l’app per criptare i messaggi

Omicidio Sacchi Valerio Del GrossoOmicidio Sacchi: gli interrogatori di ieri non hanno portato grosse novità, Del Grosso ha detto che non ha ucciso intenzionalmente la vittima. Si è scoperto che anche Luca, come Anastasiya, utilizzava Signal.

Ieri è stato il giorno dell’interrogatorio a Valerio Del Grosso, esecutore materiale dell’omicidio di Luca Sacchi. Il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere per quanto riguarda le domande che gli sono state fatte sul traffico di droga, ma ha rilasciato una dichiarazione spontanea. In questa ha detto che prima di quella sera non aveva mai preso in mano una pistola e che non era sua intenzione uccidere nessuno. Insomma il colpo che ha ucciso Luca sarebbe partito per sbaglio.

Sono emerse anche alcune novità riguardanti quella che viene ritenuta la figura centrale dello scambio di droga, ovvero Giovanni Princi. A parlarne è stato il suo avvocato, Massimo Pineschi, il quale ha rivelato: “Giovanni Princi è addolorato per la morte del suo amico Luca a cui era molto legato. Per lui è stata una vicenda dolorosissima”. Sconvolti sia lui che i suoi genitori, il giovane si trova per la prima volta in arresto.

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Omicidio Sacchi: anche Luca utilizzava l’app per criptare i messaggi

omicidio Luca SacchiIntanto ieri è emerso un altro dettaglio sulla vicenda. Nei giorni scorsi, infatti, si è parlato del fatto che Anastasiya utilizzasse Signal per non lasciare traccia dei messaggi. Una delle ipotesi legate a questo è che lo facesse per nascondere il coinvolgimento in traffici illeciti, ma potrebbe non essere così. Pare infatti che anche Luca utilizzasse la stessa app per comunicare non solo con la fidanzata ma anche con gli amici. Nella dichiarazione rilasciata da Domenico Marino Munoz, amico di Luca, infatti si legge: “Alle ore 22,30 del 23 ottobre  ho ricevuto sul mio telefonino cellulare, tramite applicazione Signal, un messaggio da parte di Luca”. Possibile dunque che l’utilizzo dell’app fosse legato solo al desiderio di tutelare la propria privacy.

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