Carabiniere ucciso, Elder Lee: “Ma è morto davvero?”

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Carabiniere ucciso: i due fermati

Carabiniere ucciso: secondo quanto riportato da ‘Il Giornale’, il diciannovenne americano che ha confessato di aver colpito Mario Cerciello Rega ha chiesto se il militare è davvero morto. 

In queste ore in cui si cerca di ricostruire con precisione tutti i dettagli della notte in cui è morto Mario Cerciello Rega stanno piovendo informazioni su tutti i protagonisti della vicenda, specie sul ragazzo che ne ha causato la morte. Abbiamo saputo in queste ore che Elder Lee era stato arrestato nel 2016 in seguito ad una colluttazione con un compagno di scuola: i due si erano sfidati in una scazzottata ed il pugno assestato da Elder aveva causato danni celebrali al suo rivale. In quella occasione, però, all’arresto non era seguita una condanna.

In una intervista rilasciata ai media, la madre del ragazzo ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’uso di droghe pesanti da parte del figlio, specificando che non prendeva psicofarmaci ma solo marijuana medica per lenire il dolore di una ferita (il ragazzo ha perso un dito da piccolo). La stessa madre ha spiegato che solitamente il figlio è un ragazzo riflessivo e che quella reazione potrebbe essere dettata da uno stato di paura e agitazione.

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Carabiniere ucciso, Elder Lee ha chiesto se è morto davvero

Nelle scorse ore ‘Il Giornale‘ ha riportato che Elder Lee avrebbe chiesto in carcere se il militare da lui colpito è morto davvero. La notizia è stata riportata anche da ‘Libero‘ dove viene interpretata come una dimostrazione di scetticismo, come se l’imputato (che ha confessato di averlo colpito), non provasse la minima vergogna. La domanda del giovane, se fosse accertato che è stata fatta, potrebbe però avere un altro significato: in un momento di paura e riflessione obbligata, in cui sai di rischiare una lunga pena carceraria e ripensi alla gravità di un gesto commesso, il ragazzo si chiede se la sua azione ha portato davvero a quella terribile conseguenza, se, insomma, a soli 19 anni dovrà cominciare a convivere con l’idea di aver ucciso un uomo.

Fabio Scapellato