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Davide Vannicola, chi è: età e lavoro del testimone chiave nel caso Vannini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:06
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A detta di molti, Davide Vannicola è diventato una figura chiave nel processo sull’omicidio di Marco Vannini. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui. 

Per chi ha seguito da vicino il caso dell’omicidio di Marco Vannini il nome di Davide Vannicola suona ormai familiare. Il commerciante di Tolfa, un comune italiano di meno di 5mila abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, ha raccontato una verità che sta rimescolando le carte del processo. In particolare, Vannicola ha detto di essere amico dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, che però, intervistato da Franca Leosini a Storie Maledette, ha negato di conoscerlo.

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L’identikit di Davide Vannicola

Davide Vannicola gestisce la pelletteria “Il Pioniere”, una bottega artigiana a Tolfa, il paese dove è nato e cresciuto e nel quale vive tuttora (qualche anno fa si è anche candidato sindaco). E’ salito alla ribalta delle cronache nazionali diventano il “super testimone” nel caso Vannini. Vannicola ha in sostanza asserito che Antonio Ciontoli, il papà della ragazza di Marco condannato a 5 anni per il suo omicidio, avrebbe fatto capire a Roberto Izzo che sarebbe stato suo figlio, Federico Ciontoli, a sparare a Vannini, non lui. E in quel disperato frangente temporale gli avrebbe chiesto aiuto, ricevendo in cambio il consiglio ad assumersi tutta la responsabilità dell’accaduto.

Vannicola ha più volte confermato la sua versione spiegando di aver aspettato a parlare “per paura, perché avevo troppi guai”. Guai anche con la giustizia: il presunto super testimone è stato infatti coinvolto in passato in più d’una vicenda giudiziaria. Prosciolto dopo una prima indagine a suo carico, fu poi arrestato per detenzione illegale di arma da fuoco, essendo stato trovato in possesso di una pistola (murata in casa) non denunciata.

“Quello è in guerra con il mondo intero…” ha detto Izzo riferendosi proprio a Vannicola. “Ha fatto cinquantamila denunce contro i Carabinieri, la Protezione Civile, la Procura di Civitavecchia…”, dipingendolo come una persona inattendibile che si sente “perseguitata” immotivatamente”. E’ innegabile che tra i due ci sia una forte acredine.

Oggi però – lo dimostra il certificato del casellario giudiziale – non risultano carichi pendenti nei confronti di Vannicola. La sua fedina penale è pulita. Per il ritardo con cui si è deciso a uscire allo scoperto a chiesto scusa ai genitori di Marco. E sua moglie Giulia – vedi sotto – lo difende a spada tratta…

EDS