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Attentato allo scuolabus, chi è Guglielmo: il bambino che ha gridato ‘Ti amo’

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Quel “Ti amo” urlato durante la fuga dall’attentatore dello scuolabus di San Donato Milanese era rivolto a… Dio!

In tv e sul web tutti hanno visto il video del ragazzino che, fuggendo dal bus in fiamme a San Donato Milanese, urlava “ti amo, io ti amo”. Solo ora si è scoperto però che il suo non era un grido d’amore, ma una preghiera rivolta a Dio. “Mi sono ripreso dallo spavento”, dice Guglielmo, ad Alice Martinelle delle Iene, spiegando che l’ormai famosa frase non era rivolta a una fidanzatina. “Era rivolta al signore – dice – , sul pullman eravamo tutti disperati e anch’io ho voluto fare la mia preghiera e quando siamo riusciti a salvarci mi è sembrato che si fosse avverata quindi ho voluto ringraziare Dio e ho urlato Dio ti amo”. Nessuna storia d’amore, dunque, ma un sincero ringraziamento a Dio per il dramma scampato.

Il risvolto inedito di un’incredibile vicenda

Cinque giorni fa, il 20 marzo, Ousseynou Sy dirottava uno scuolabus con a bordo 51 ragazzi delle medie, due insegnanti e una collaboratrice scolastica, allo scopo di compiere un’azione dimostrativa di impatto internazionale. L’autista-attentatore doveva portare i bambini in palestra, ma all’improvviso ha fermato l’autobus annunciando che sarebbero andati all’aeroporto di Linate, per poi cospargere il mezzo di benzina, ordinando agli insegnanti di legare le mani ai bambini con delle fascette di plastica e ritirare i cellulari.

E’ stata la prontezza di riflessi, unita al coraggio, di Rami, uno dei ragazzi delle ultime file, che non ha consegnato il cellulare ma lo ha nascosto nella giacca per lanciare l’allarme alle forze dell’ordine, a evitare il peggio. I passeggeri sono riusciti giusto in tempo a scampare alle fiamme, e subito dopo Sy è stato catturato. Proprio in quei concitati istanti uno dei ragazzi ha gridato “ti amo Dio, ti amo”. Un altro risvolto inedito di questa incredibile vicenda.

EDS