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Stonehenge

Il solstizio d’estate, il 21 giugno, è il giorno più lungo di tutto l’anno. Il giorno dura infatti più di 15 ore

Nell’eterna lotta fra inverno ed estate, una caratteristica che fa vincere sempre la seconda è la lunghezza delle giornate. Infatti d’estate, ma soprattutto in primavera, il sole tramonta tardi, sempre più tardi, consentendo di poter vivere molte più ore all’aria aperta e godere dei benefici raggi del sole.

Come dicevamo le giornate lunghe a conti fatti sono più una prerogativa primaverile che estiva. Infatti a metà agosto il sole tramonta prima che a maggio, più o meno tramonta alla stessa ora di fine aprile sebbene sorga un po’ prima. A conti fatti il mese con più luce in assoluto è quello che stiamo vivendo, giugno. E non è un caso che a giugno cada il solstizio d’estate, ossia il giorno più lungo dell’anno.

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Il solstizio d’estate: il 21 giugno 2018, giorno più lungo dell’anno

Il 21 giugno entra ufficialmente l’estate astronomica e le giornate che hanno iniziato progressivamente ad allungarsi dal solstizio d’inverno raggiungono il loro picco massimo. In Italia avremo oltre 15 ore di luce il 21 giugno. Poi dal 22 giugno un lento, ma inesorabile accorciamento fino a raggiungere il minimo nel giorno del solstizio d’inverno, ovvero il 21 dicembre.

La parola solstizio deriva da – sol, ossia sole e -sistere ossia fermarsi in quanto è il momento di massima declinazione del sole nel suo cammino apparente lungo l’eclittica. Nel giorno del 21 giugno il sole resterà sopra la linea del tramonto per 15 ore e 14 minuti.

La durata del crepuscolo ovvero il tempo prima dell’alba e dopo il tramonto in cui la luce del sole è ancora visibile raggiungerà il suo massimo nell’emisfero nord con record nel circolo polare artico dove il sole resterà per quasi 24 ore sopra all’orizzonte.

Il giorno del solstizio d’estate viene celebrato a Stonehenge. Qui in questo antichissimo sito un raggio del sole attraversa il trilite, ossia la struttura composta da due monoliti verticali con architrave, e va ad illuminare l’altare centrale. In questa maniera gli antichi druidi interpretavano l’arrivo della nuova stagione, l’estate.