Bruxelles, l’albergo cambia colore con lo stato d’animo

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Un hotel in tinta con il proprio umore.  In tema di hotel infatti ci si sbizzarrisce e ci sono alberghi di tutti i tipi e di tutte le forme. Il colosso statunitense Pantone che da decenni si occupa di classificazione dei colori – e ne elegge uno rappresentativo per ogni anno, nel 2014 è il Radiant Orchid – da diverso tempo applica la teoria dei colori, ossia l’influenza che essi hanno sul nostro umore, al design d’interno. Qualche anno fa ha applicato gli stessi concetti ad un hotel che sta riscuotendo sempre più successo.

Ecco, dunque l’Hotel Pantone, a Bruxelles e progettato dal designer d’interni Michel Penneman e dall’architetto Olivier Hannaert, vincitore di diversi premi di design e parte della categoria luxury boutique hotel. L’albergo Pantone usa il colore per ogni emozione. Ogni piano ha una sfumatura diversa che si intona con l’umore, 59 camere per sette nuances, dalle più cupe alle più accesse per qualsiasi tipo di stato d’animo.  Entrare all’hotel Pantone è un’esperienza dei sensi. Si viene infatti subito avvolti da una miriade di colori che risveglia i sensi e le emozioni. Qualsiasi cosa è colorata e quindi comunicativa.

L’hotel che si trova nel centro di Bruxelles, vicino Avenue Louise, a pochi minuti a piedi dalla stazione della metro Munthof. Dispone di due tipologie di camere, large ed extra large, di tutti i comfort ed i prezzi si aggirano dai 60 euro in su per una stanza doppia.

Per ulteriori info visita il sito web dell’hotel.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.