Maradona, altre accuse: “Ambulanza cacciata dai suoi medico e psichiatra”

Spunta un nuovo dettaglio controverso sulla vicenda che riguarda la morte di Diego Armando Maradona. Si è saputo da una chat privata.

Maradona tre settimane prima della morte
Maradona tre settimane prima della morte Foto dal web

Maradona, il medico e la psichiatra che lo avevano in cura avrebbero rimandato indietro una ambulanza chiamata dalle infermiere che lo assistevano in casa. Il fatto sarebbe accaduto il 14 novembre 2020, undici giorni prima della morte del più forte calciatore del mondo. Il campione aveva iniziato a vomitare, stando a quanto trapela dalla stampa argentina.

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Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, due delle sette persone che i pubblici ministeri stanno indagando sulla morte di Maradona, avrebbero deciso di rimandare indietro il veicolo di pronto intervento partito d’urgenza dall’ospedale. La rivelazione giunge da una conversazione audio WhatsApp tra Nancy Forlin, il capo della squadra di infermieristica coinvolta nell’assistenza quotidiana della stella del calcio, e sua figlia Gianinna.

Nancy ha detto a Giannina: “Le infermiere che erano in casa hanno chiamato un’ambulanza per il vomito, dicendo a Luque ed alla Cosachov che sarebbe stato opportuno controllare Diego”. Lo ha rivelato nel dettaglio un programma tv argentino.

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Maradona, dure accuse al medico ed alla psichiatra

La figlia di Diego ha risposto: “Sono in un gruppo WhatsApp con Agustina, Luque e gli altri e mi hanno detto che era stato sistemato tutto quanto. Mio padre dormiva ed avrebbero aspettato fino all’indomani perché stava riposando bene”.

Nancy finì per accettare di rifiutare l’intervento dell’ambulanza, dicendo: “Va bene, aspettiamo fino a domani. Mariano Perroni, che era responsabile dell’équipe infermieristica che si era presa cura di Diego dopo il suo rilascio dall’ospedale a seguito di un’operazione di coagulo di sangue al cervello, ha detto al programma televisivo argentino ‘Los angeles de la mañana’: “L’infermiera di turno ha riferito che Diego soffriva di nausea e vomito. Probabilmente per via di qualcosa che aveva mangiato. Ed era stata chiamata un’ambulanza.

“Quando ho scoperto che poi la richiesta di aiuto era stata annullata, mi sono offerto di portare io stesso Diego in ospedale con la mia auto per farlo ricoverare Diego e per aspettare che ricevesse una visita nel caso fosse necessario un intervento di emergenza”.

Il contenuto controverso delle conversazioni Whatsapp

Perroni, un’altra delle sette persone sottoposte a indagine, ha aggiunto: “Non si poteva fare perché Luque e la Cosachov non volevano che Diego vedesse un medico”. Le abitazioni dei due avevano subito una perquisizione. Dalma Maradona si è scagliata contro il dottor Luque poi, in quanto a febbraio era emersi dei messaggi poco rispettosi verso il padre venuti fuori da una chat di Whatsapp con la stessa Cosachov ed altri colleghi.

Gli investigatori avevano confiscato tutti i cellulari delle persone indagate ed in qualche modo i media argentini sono venuti a conoscenza di queste conversazioni. Luque ha negato qualsiasi illecito nonostante le critiche alla sua supervisione delle cure dopo il rilascio dall’ospedale. Secondo molti, l’operazione chirurgica di inizio novembre aveva avuto una convalescenza fin troppo breve nella struttura medica.

Le sette persone sotto inchiesta, che includono anche lo psicologo di Diego Carlos Diaz e due delle sue infermiere, dovrebbero essere informate entro la fine del mese in merito all’eventualità di dovere affrontare un processo per omicidio colposo o per accuse anche più gravi.

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Si indaga per l’ipotesi di omicidio colposo

Si dice che un gruppo medico che sta preparando un rapporto sulle circostanze della morte di Maradona stia studiando se l’ex capitano del Napoli e dell’Argentina sia stato vittima di negligenza o se la sua fine prematura sia il risultato di qualcosa di addirittura più losco.

Una fonte ben informata ha detto nelle scorse ore che che il rapporto avrebbe aiutato i pubblici ministeri a decidere se Maradona è morto per sfortuna o perché lasciato morire. I risultati post mortem hanno rivelato che Maradona aveva sofferto di insufficienza cardiaca che ha causato un edema polmonare.

Si dice anche che i medici abbiano rilevato la cardiomiopatia dilatativa. Una condizione medica in cui il muscolo cardiaco si indebolisce e si ingrossa e non può pompare abbastanza sangue nel resto del corpo.

C’era un cocktail di farmaci nell’organismo di Maradona

L’edema polmonare, un accumulo di liquidi nel tessuto polmonare e negli spazi aerei, è causato nella maggior parte dei casi da problemi cardiaci. Successivi esami del sangue e delle urine hanno mostrato che Diego non aveva tracce di alcol o droghe illegali quando è morto. Soffriva però di gravi problemi cardiaci, epatici e renali.

Hanno anche mostrato la presenza di tracce di un cocktail di farmaci da prescrizion. Tra cui quetiapina, venlafaxina e levetiracetam che sono usati per trattare la depressione, l’attacco di panico e l’epilessia tra le altre condizioni.

Sebbene alcuni dei farmaci trovati nel suo sistema possano causare aritmia, i test hanno confermato che non ci sono prove che a Maradona fossero stati somministrati farmaci per la malattia cardiaca di cui soffriva.

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