Case a 1 euro: dove sono in Italia e come funziona l’acquisto

Il progetto delle case a 1 euro: come funziona, dove si trovano, quali sono gli obblighi di acquisto, i vantaggi

Il borgo di Montieri in provincia di Grosseto: si vendono case a 1 euro

Da qualche anno a questa parte sempre più comuni d’Italia pubblicizzano la vendita di case a 1 euro. Si tratta di un progetto mirato ad attrarre acquirenti per ripopolare e riqualificare piccoli paesi che altrimenti rischiano di scomparire. Ma di cosa si tratta? Ed è davvero conveniente acquistare casa a 1 euro?

Parlare di case pressoché regalate in uno dei Paesi più belli del mondo, ovvero l’Italia, ha attratto l’attenzione dei media internazionali. E sono diversi gli stranieri che hanno acquistato casa alla cifra simbolica di 1 euro e si sono trasferiti nel nostro Paese. Hanno magari avviato delle attività turistiche o artigianali.

Le case a 1 euro si trovano in piccoli borghi, spesso incastonati fra vallate e monti, con una storia di secoli alle spalle. Borghi pittoreschi e caratteristici, a volte perfino alcuni dei più belli d’Italia.

Dunque per chi vuole cambiare vita, ricominciare da ritmi lenti e rilassati, chi lavora in smart working e può facilmente spostarsi o chi vuole iniziare una nuova attività, comprare casa a 1 euro può essere davvero interessante.

Case a 1 euro: dove si trovano in Italia

Quando il progetto delle case a 1 euro è partito numerosi piccoli comuni d’Italia si sono lanciati in questa avventura mettendo in vendita case in disuso del proprio centro storico. Ad oggi sono quasi una trentina i comuni dove è possibile acquistare delle case a 1 euro. Si tratta sia di piccolissimi borghi con meno di mille abitanti sia di centri più grandi come Termini Imerese in Sicilia.

I borghi che hanno aderito al progetto case a 1 euro si trovano in tutta Italia da Nord a Sud isole comprese. Anche la Gran Bretagna e la Francia vende case a 1 euro. Per maggiori informazioni consultate il sito ufficiale del progetto e poi l’ufficio del Comune prescelto.

In Italia potete comprare casa a 1 euro nei seguenti comuni:

  • Valle d’Aosta: Oayce
  • Sicilia: Agusta (Siracusa); Racalmuto, Cammarata, Bivona, Sambuca (Agrigento); Troina, Regalbuto (Enna); Itala, Saponara (Messina); Mussomeli (Caltanissetta); Gangi, Termini Imerese (Palermo); Salemi (Trapani);
  • Puglia: Biccari (foggia); Caprarica di Lecce (Lecce)
  • Molise: Castropignano (Campobasso)
  • Basilicata: Laurenzana (Potenza)
  • Abruzzo: Santo Stefano di Sessanio, Lecce nei Marsi (Aquila);
  • Calabria: Rose (Cosenza)
  • Campania: Teora, Bisaccia, Zungoli (Avellino)
  • Sardegna: Montresta (Oristano); Olloai (Nuoro); Nulvi (Sassari);
  • Piemonte: Borgomezzavale (Verbano Cusio Ossola)
  • Marche: Cantiano (Pesaro-Urbino)
  • Toscana: Fabbriche di Vergemoli (Lucca); Montieri (Grosseto)
  • Lazio: Patrica (Frosinone)

Come funziona acquistare casa a 1 euro

Leggere di case in vendita alla cifra simbolica di 1 euro fa subito addrizzare le antenne. Ma come funziona? Quali costi ci sono? La cosa fondamentale da dire è che le case vendute a 1 euro sono immobili che necessitano di opere di restauro. A volte si tratta di una ristrutturazione totale, altre – sei è fortunati – solo di qualche opera di restauro. In ogni caso sono immobili non abitabili.

Quindi se decidete di acquistare casa a 1 euro c’è da mettere subito in conto di dover ristrutturare le abitazioni. Il che significa mettere mano a qualche decina di migliaio di euro (dipende ovviamente dal tipo di interventi necessari). Non solo. Nel momento in cui si firma l’atto d’acquisto i comuni chiedono una cauzione di 2, 3 o 5 mila euro (dipende dal Comune). Questa somma che verrà poi restituita rappresenta l’impegno a eseguire la ristrutturazione, la quale tra l’altro ha delle tempistiche precise.

I lavori di restauro dovranno iniziare entro qualche mese dalla sottoscrizione e terminare entro un paio d’anni. Inoltre bisogna mettere in conto le spese notarili e qualsiasi altra spesa accessoria.

Detta così qualcuno potrebbe spaventarsi. Ci sono però dei comuni come Laurenzana in Basilicata che non chiedono nessun deposito cauzionale, in più ci sono sgravi fiscali interessanti.

Chi compra deve:

  • versare la cauzione di 2 o 5 mila euro (si tratta di una polizza fideiussoria che sarà poi rimborsata)
  • provvedere alle spese di restauro
  • provvedere alle spese notarili
  • svolgere i lavori di ristrutturazione entro un tempo prestabilito

E quali sono i vantaggi? Intanto c’è da tenere a mente che occuparsi della ristrutturazione costa di meno che acquistare una casa già restaurata e poi ci sono le detrazioni fiscali. Fino al 50% delle spese sostenute e in alcuni casi ci sono anche superbonus che coprono fino al 100% per alcuni tipi di interventi di manutenzione.