Vaccini, a che punta siamo in Italia: un mese di ritardo

Vaccini: nelle regioni ogni giorno è una corsa contro il tempo per vaccinare quante più persone possibile

Vaccini – foto dal web

La terza ondata sta per arrivare a causa delle varianti che man mano stanno entrando nel territorio. Su tute quella che viene osservata con maggiore attenzione d anche temuta è la variante inglese. Questa ha una rapidità di diffusione molto più rapida rispetto alla versione del Covid-19 delle precedenti ondate. Questo fattore rende ancora più importante la fase della vaccinazione. Ad oggi l’Italia ha vaccinato in maniera completa, ossia ha ricevuto le due dosi necessarie, 1.338.877 persone. Stando alle tabelle iniziali l’Italia doveva trovarsi a marzo con 14.507.000 di dosi messe a disposizione da Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Ciò vuol dire che andavano fatte 4.800.000  iniezioni al mese. Facendo due calcoli l’Italia è dietro di circa un mese. Le iniezioni fatte, infatti, sono 3.647.651 e ci si avvia alla fine del mese di febbraio.

Vaccini, Italia indietro di un mese

Un mese è andato perso per i ritardi nella consegna delle dosi da parte di Pfizer e Moderna che non hanno rispettato quanto preventivato. Nel secondo trimestre è prevista la fase più massiccia della campagna vaccinale con 60 milioni di somministrazioni totali. Ciò vuol dire che per rispettare questa tabella bisogna accelerare in maniera notevole. Per questo motivo sono state allertate caserme e altre strutture per velocizzare quando, e si spera, saranno disponibili dosi maggiori di vaccini. Intanto si è provato a contattare le case farmaceutiche italiane per capire se c’è la possibilità di una produzione italiana. servono, però, dai 4 ai 6 mesi e, in ogni caso, dagli accordi già firmati con l’Unione Europea le dosi vanno comunque condivise con l’Unione. All’Italia, come pattuito, spetterebbero comunque il 14% delle dosi disponibili sul mercato.

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E’ un cane che si morde la coda. Intanto arrivano le autorizzazioni anche di altri vaccini. L’unica strada più percorribile al momento è quella di incrementare le aziende e i vaccini. Oltre a Johnson & Johnson si è in attesa dell’autorizzazione del vaccino russo Sputnik.

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Vaccini (JENS SCHLUETER/AFP via Getty Images)