Brescia, zona arancione rinforzata: la variante inglese fa paura

Situazione Brescia zona arancione, in tutta la provincia ed in alcune località del Bergamasco le misure sono ancora più restrittive.

Brescia zona arancione restrizioni
Brescia zona arancione restrizioni FOTO Getty Images

A Brescia parte una zona arancione con forti sfumature tendenti al rosso. Proprio lì infatti gli esperti segnalano il pericolo di una esplosione di diversi focolai legati alla presenza delle varianti Covid. In tutta la provincia decretata la chiusura totale di tutte le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido fino alle università.

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Inoltre dalle ore 18:00 di ogni giorno partono le chiusure ed i divieti già noti che riguardano tutte le altre attività e gli spostamenti. Saracinesche chiuse per ristoranti e bar, che potranno agire solo con servizio di asporto per il consumo a casa e con consegne a domicilio. Sarà vietato inoltre anche spostarsi nelle seconde case. In generale la mobilità consentirà di muoversi solo per comprovate necessità riguardanti lavoro, salute, studio ed assistenza a persone non autosufficienti. La zona arancione rafforzata riguarderà non solo Brescia ma anche alcune località della vicina provincia di Bergamo.

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Brescia zona arancione, provvedimenti simili anche nel Bergamasco

Si tratta di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Caleppio, Credaro e Gandosso, oltre che di Soncino in provincia di Cremona. I nuovi casi nel Bresciano hanno una incidenza che è pari al doppio rispetto a tutte le altre province della Lombardia. Ed anche se la situazione nella Regione viene descritta come sostanzialmente gestibile, non c’è da abbassare la guardia. Nel Bresciano è in corso difatti quella che è la tanto temuta terza ondata, come confermato dal commissario per l’emergenza il Lombardia, Guido Bertolaso. Gli ospedali della zona sono di nuovo vicini al limite. Colpa delle varianti Covid, che riguardano ora il 39% dei contagiati attuali. Su tutto il territorio regionale è partito il Piano Vaccini, che però ha subito una modifica importante.

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Il Cts chiede un lockdown totale per tutta la provincia

Ora gli sforzi saranno rivolti anzitutto verso 103 Comuni che mostrano una media superiore al contagio ogni 250 abitanti. Si proverà a stroncare i potenziali focolai di contagio sul nascere. Ma il Comitato tecnico scientifico spinge per attuare una zona rossa, dopo i ben 700 contagi negli ultimi tre giorni riscontrati nel Bresciano. Sembra che la responsabilità del tutto sia da imputare in particolar modo alla variante inglese. È la Franciacorta a fare da epicentro per questo accresciuto numero di nuovi infetti. Inoltre l’età media dei pazienti che necessitano di ricovero dopo l’attacco del virus si è abbassata. La media è di 50 anni ma non mancano i giovani.