Mette in crisi il Governo, tutti gli scenari per Renzi e Italia Viva

Renzi mette in crisi il Governo, ma ora cosa ne sarà di lui e del suo partito? Qualsiasi scenario lo mette ko

Conte – (YARA NARDI/POOL/AFP via Getty Images)

E’ riuscito nell’intento di mettere in crisi il governo. Matteo Renzi sapeva di andare incontro a questa eventualità ritirando le ministre. Ora che Giuseppe Conte si è dimesso, in attesa che si formi un gruppo di responsabili pronto ad entrare al posto dei senatori di Italia Viva, rischia di perdere in ogni caso. Le ipotesi più probabili mettono comunque nell’angolo l’ex Premier. Partendo dall’ipotesi più probabile, quella di un Conte-ter con una maggioranza rinforzata dai cosiddetti responsabili, Renzi passerebbe all’opposizione. Resterebbe da verificare in quanti, in Italia Viva, sarebbero felici di questo esito. Il gruppo parlamentare nasce da un distacco dal Pd e non c’è certezza che tutti siano pronti a restare fedeli all’ex sindaco di Firenze e andare in opposizione insieme alla destra sovranista.

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Mette in crisi il Governo, e ora che fine fa?

L’alternativa al Conte-ter, molto più difficile, è un governo guidato da un altro premier. Il Movimento Cinquestelle non andrebbe a sostenere un governo senza Conte e non tornerebbe con Renzi. Una maggioranza con un altro premier appare cosa assai complessa. La vogliono Renzi e Forza Italia ma i numeri non basterebbero. Il Pd, che ha dichiarato sostegno pieno a Conte, sa di perdere l’alleanza con i Cinquestelle se abbandona l”ormai ex premier. Lo scenario più fattibile, in caso di fallimento di un Conte-ter, sembra il voto. E che ne sarà di Italia Viva con il voto? I sondaggi lo davano già al di sotto della soglia minima prima che osasse al punto da mettere in crisi il governo in piena pandemia.

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Renzi rischia di uscire definitivamente dal parlamento e con lui Italia Viva. Questa ipotesi lascia pensare sempre più che all’interno del gruppo guidato da Renzi non ci sia tutta questa compattezza. Non a caso c’è chi tra di loro continua a trattare con la maggioranza per una ricucitura che appare, in realtà, estremamente difficile.

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Sergio Mattarella