Vaccino Covid | gli italiani lo faranno? La risposta sorprende

Il vaccino Covid è molto atteso in tutto il mondo e si spera che la sua introduzione possa portare risultati immediati. Ma in quanti lo faranno?

Vaccino Covid italiani
Cosa pensano gli italiani del vaccino Covid Foto Getty Images

Il vaccino Covid non è ancora pronto ma già viene visto con una certa diffidenza. Lo si evince da un sondaggio del quale parla quotidiano.net e secondo cui il 68% si dice comunque convinto della sua utilità, circa il 68% degli intervistati. Ma solo un italiano su due si sottoporrà al vaccino Covid, rispondendo a precisa domanda.

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Il 53% di chi dice no al vaccino ritiene che neppure provvedimenti quali lockdown mirati e periodici non risulteranno sufficienti per debellare il virus una volta per tutte. Invece il 47% afferma, almeno teoricamente, di avere intenzione di premunirsi immediatamente, appena sarà resa nota l’ufficialità di una cura. C’è anche un 15% ulteriore che dichiara di avere intenzione di aspettare, per essere sicuro che non siano presenti eventuali effetti collaterali. In tutto ciò c’è da considerare invece come gli altri vaccini deputati a proteggere le persone da altri virus e malanni stagionali non siamo molto richiesti. La percentuale di richiesta massima sfiora appena il 16%, dei quali 7 individui su 10 sono soggetti con più di 70 anni di età. Però mettersi al sicuro dall’influenza potrebbe risultare strategicamente importante.

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Vaccino Covid, se ne riparlerà nel 2021

In caso di sintomi da Covid infatti potrà essere possibile escludere automaticamente a priori tale malanno di stagione e mettere quindi in risalto subito dei casi di probabili positività. Nelle scorse settimane tanto il premier Giuseppe Conte quanto il laboratorio Irbm di Pomezia che distribuirà il vaccino in Italia avevano parlato della possibilità di ottenere il siero già a dicembre 2020. Ma sono molto scarse le possibilità che questo avvenga e la convinzione generale in merito porta la gente a pensare che questo avverrà più verosimilmente verso giugno 2021, se non oltre.

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Si spera che una cura possa riportarci alla normalità

Oltre il 70% degli intervistati infine pensa che, grazie al vaccino, si potrà fare a meno dell’utilizzo delle mascherine e del distanziamento sociale e si potrà ritornare alla vita di prima. Anche alcuni membri della comunità medica e scientifica si sono espressi in proposito, sostenendo invece che un avvicinamento a quella che era la consuetudine possa intravedersi da fine 2021 o da inizio 2022.

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Irbm Pomezia distribuirà il vaccino in Italia

 

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Inizieranno a fine aprile in Inghilterra i test accelerati sull’uomo su 550 volontari sani del #vaccino. Vaccino messo a punto dall’azienda Advent-IRBM di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University.  L’IRBM SpA è una società italiana, fondata nel 2009 a Pomezia. E’ focalizzata sulla scoperta di nuovi farmaci nelle aree terapeutiche della neurodegenerazione, dell’oncologia e delle malattie infettive e parassitarie. Nei laboratori di IRBM i ricercatori della società partecipata Advent hanno messo a punto il vaccino italiano anti-ebola, il cui brevetto è stato acquistato nel 2013 dalla società britannica Gsk. •

 

Quello sviluppato contro il COVID-19 è un vaccino vettoriale che si basa su un #adenovirus (prodotto dalla IRBM di Pomezia) di scimmia che esprime la proteina Spike (prodotta al Jenner Institute di Oxford) del #coronavirus. • A differenza di altre tecnologie sviluppate attualmente nella corsa al vaccino contro il COVID-19, i vaccini a base di #adenovirus hanno già un precedente in clinica in quanto utilizzano la stessa piattaforma usata contro l’Ebola (lo stesso adenovirus che esprimeva però la proteina di superficie di #Ebola).

 

• 💭”Il vantaggio sarebbe quello di accelerare i tempi della fase I, II, III … si tratta di un candidato promettente”. 💭 • Prof. Giovanni Rezza – direttore del Dipartimento Malattie Infetive dell’Istituto Superiore di Sanità. • #coronavirus #covi̇d19 #sarscov2 #irbm #science #spreadscience #farmaceuticayounger

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