Coronavirus, i luoghi “superdiffusori” dove ci si contagia di più

L’Italia sembra essere tornata a questa primavera con la seconda, terribile, ondata di coronavirus che ci sta investendo. Gli esperti parlano di luoghi “superdiffusori” dove ci si contagia molto di più rispetto ad altri.

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La seconda ondata autunnale di coronavirus sta mettendo a dura prova il nostro paese, la nostra economia e il nostro sistema sanitario. Dopo l’impennata della curva del contagio, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha emanato un nuovo DPCM che prevede la divisione dell’Italia in tre zone: gialla, arancione e rossa.

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Ma gli esperti hanno individuato dei luoghi cosidetti “superdiffusori”, in cui è molto più probabile contagiarsi.

Coronavirus, ecco i luoghi superdiffusori

Oltre alla divisione in colori per indice di diffusione che è stata prevista per l’italia della seconda ondata, il coronavirus si sta combattendo anche con i soliti dispositivi e misure di sicurezza, a cui ci si è abituati durante la prima ondata: mascherina (chirurgica, lavabile o fpp2 che sia), distanziamento sociale, igienizzazione delle mani e degli ambienti.

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Ma gli esperti, come per esempio Pier Luigi Lopalco, hanno individuato i cosidetti luoghi “superdiffusori”. Questi sono luoghi in cui è molto più alta la probabilità di contagio rispetto ad altri.  I primi spazi indicati sono i macelli, a causa delle temperature fredde, che favoriscono la diffusione del coronavirus e abbassano le difese immunitarie di chi ci lavora. In secondo luogo, le chiese, un dato sorprendente per qualcuno, ovvio per altri, viste le polemiche seguite alla decisione di lasciare aperte le chiese prima dell’ultimo DPCM. I luoghi di culto, soprattutto se presenti cori, rientrano tra i superdiffusori del virus.

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In terzo luogo, vi sono, comprensibilmente, le carceri: le condizioni precarie e il sovraffollamento degli spazi sono ingredienti perfetti per la diffusione oltremisura del virus. Stessa questione per gli stadi che raccolgono molte persone, vicine tra di loro, che urlano e cantano con grande probabilità di contagiarsi tra di loro. E infine le tanto discusse discoteche, altro luogo di assembramento in cui inevitabilmente ci si tocca e si sta vicini.

Nonostante la scuola non rientri nei luoghi superdiffusori, da quando sono state riaperte, a settembre, i contagi hanno subìto un’impennata. Questo non per i luoghi scolastici in sè, bensì per la quantità di persone che si muove sui mezzi di trasporto e per le strade, al momento della riapertura.

Riassumendo, i luoghi superdiffusori del virus sono: bar e ristoranti, funerali e matrimoni, festa al chiuso, buffet, concerti, discoteche, stadi, parchi divertimenti, messe e macelli.