Zona rossa, rimangono aperti parrucchieri, estetisti e librerie

Nelle regioni che attualmente sono diventate zone rosse, parrucchieri e librerie rimarranno aperti. Leggiamo tutto ciò che c’è da sapere.

“I libri sono beni essenziali, bene che il governo ne abbia tenuto conto consentendo l’apertura delle librerie nelle zone rosse”. Proprio così, a quanto pare anche all’interno delle zone rosse le librerie e i parrucchieri resteranno aperti.

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Non ci sarà dunque bisogno di fare scorta di tomi online e di ricorrere alle tinte e alle spuntatine fai da te: via libera per librerie e parrucchieri, anche nelle zone ad alto rischio. Si prospetta un lungo e difficile inverno, e le misure restrittive in Italia sono state allargate il più possibile. Nonostante questo , sarà comunque possibile acquistare libri nei negozi appositi e usufruire dei servizi messi a disposizione da barbieri e parrucchieri.

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Il Presidente del Consiglio ha firmato il nuovo Dpcm, ed entrerà in vigore a partire da domani, giovedì 5 Novembre. Nelle regioni rosse, dunque quelle ad alto rischio, le attività commerciali al dettaglio saranno sospese. Faranno eccezione soltanto, oltre alle librerie, i venditori di generi alimentari e di beni di prima necessità. Anche i servizi alla persona saranno sospesi, esclusi i saloni e qualche altra attività indicata nel documento ufficiale.

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Rimarranno inoltre aperti fioristi, tabaccherie, supermercati, edicole, farmacie, parafarmacie, e non solo. Via libera anche per pompe funebri, concessionarie, negozi di articoli sportivi, negozi di elettrodomestici, ferramenta, negozi di articoli informatici e negozi per la telecomunicazione. Aperti inoltre i negozi di biancheria, di articoli sanitari, di calzature per neonati, e lavanderie. Sarà possibile inoltre recarsi in ville, giardini pubblici e parchi, purché vengano rispettate le adeguate misure di sicurezza.

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È ancora spinosa la questione dell’autocertificazione, e il dubbio principale riguarda la compilazione nel caso in cui ci si dovesse recare in libreria o dal parrucchiere. Nonostante si attendano ancora dettagliati chiarimenti in merito, molto probabilmente si dovrà spuntare la voce ‘Altri motivi’, presente come terza e ultima opzione del modulo dopo ‘comprovate esigenze lavorative’ e ‘motivi di salute’.

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Librerie aperte nelle zone rosse: i libri sono beni di prima necessità

I libri sono dunque, secondo il Governo, beni essenziali, di prima necessità. Paolo Ambrosini, il presidente dei librai, e Rcardo Franco Levi, il presidente dell’Associazione Italiana Editori, hanno speso qualche parola carica di gratitudine in merito. “I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità” hanno dichiarato. Poi hanno continuato: “Ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro”.