Alex Zanardi, la testimonianza dell’amico: “Quel piatto di pasta mangiato insieme…”

Nel 2014 Alex Zanardi e David Fumanelli furono compagni di squadra nella Roal Motorsport: un’esperienza indimenticabile… 

Sono passati ormai sei anni dal loro primo incontro, ma David Fumanelli, giovane pilota di Lesmo (Monza-Brianza), ricorda come fosse ieri il giorno in cui strinse la mano ad Alex Zanardi. “Ci siamo conosciuti nel 2014 durante i primi test quando siamo stati compagni di squadra nella Roal Motorsport; abbiamo passato l’intera stagione insieme e per me è stata una bella esperienza sia professionale che umana”.

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Alex Zanardi nel ricordo del giovane collega

“Alex correva da solo – spiega Fumanelli – mentre io dividevo l’abitacolo della mia vettura con Stefano Colombo. Per me è stato un onore essere al suo fianco nel box. Oltre alle capacità di pilota nelle sue condizioni, mi ha stupito sia per la sua competitività sia per la velocità in pista”.

A detta di Fumanelli, Zanardi “è un uomo con la ‘U’ maiuscola, con una forza di volontà e determinazione incredibili, c’era sempre da imparare anche fuori dalla vettura, una persona molto carismatica che capitalizzava attorno a sé l’attenzione di tutto il team con la sua esperienza e i suoi racconti”. Ma al tempo stesso “è una persona molto semplice, siamo diventati amici, abbiamo avuto un ottimo rapporto sia in pista sia al di fuori e di questo sono veramente grato perché è un’opportunità unica”.

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E ancora: “Una persona con una marcia in più, la sua attenzione ai dettagli come pilota, a sentire la vettura e prepararla era davvero impressionante”. E infine quel gesto che non dimenticherà mai: “Eravamo a Zolder per una gara: Alex ha invitato me e il mio compagno di squadra a cenare nel suo motorhome preparando personalmente una pasta al pomodoro. Ricordo con piacere quella serata che abbiamo trascorso con lui che raccontava la sua esperienza agonistica in America”. Se oggi potesse parlargli, Fumanelli direbbe a Zanardi una cosa sola: che “mi piacerebbe rivederlo per condividere ancora quel piatto di pasta di qualche anno fa…”.

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