Maddie McCann: Christian Brueckner aveva una complice nelle rapine

Christian Brueckner, sospettato del rapimento e dell’uccisione di Maddie McCann, aveva una complice che l’avvisava quando i proprietari uscivano di casa.

Continuano ad emergere dettagli sull’attività criminale di Christian Brueckner nel periodo in cui è scomparsa Maddie McCann. L’uomo al momento è l’unico sospettato per la sparizione della bimba britannica dal Resort di Praia da Luz nel 2007. A dare prova che si trovava in quella zona c’è il suo cellulare. Poco prima che la bimba sparisse, infatti, l’uomo tedesco ha ricevuto una chiamata di mezz’ora. Controllando le celle telefoniche gli investigatori tedeschi hanno scoperto che il suo telefono era collegato a quella di Praia da Luz.

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L’ipotesi degli investigatori è che in quel giorno Brueckner avesse pianificato di svaligiare uno degli appartamenti del resort portoghese. Entrato in quello in cui stava la famiglia McCann, l’uomo avrebbe trovato Maddie addormentata ed avrebbe dunque deciso di rapirla. Probabilmente l’intento era quello di chiedere un riscatto o forse di vendere la piccola al mercato nero. Nessuno ha la certezza di quello che è successo, tuttavia la polizia tedesca è convinta che l’uomo abbia ucciso la piccola vittima.

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Christian Brueckner aveva una complice

Nelle ultime ore, sui tabloid britannici, è emerso un nuovo dettaglio sull’attività criminale del tedesco. Pare infatti che in quegli anni in cui svaligiava gli appartamenti portoghesi, Brueckner avesse una complice. La ragazza s’infiltrava a casa delle persone lavorando come babysitter, ottenuta la fiducia studiava i movimenti dei proprietari e avvertiva il complice quando questi non si trovavano in casa.

A condividere l’informazione con la stampa portoghese è stata la conduttrice Sandra Figueras, la quale ha anche rivelato che la coppia ha messo insieme una refurtiva dal valore di 100.000 euro: “Le vittime mi hanno contattata e adesso ho la prova delle loro testimonianze grazie ai documenti d’indagine. Ho le prove che Brueckner commetteva i furti con la sua complicità. Il modus operandi era sempre lo stesso: le lo chiamava per dirgli che la casa era libera e a quel punto avveniva la svaligiavano”.