Corea del Sud, a Seul torna la paura: il governo ristabilisce il lockdown

Il governo della Corea del Sud si è visto costretto a ristabilire il lockdown nella capitale Seul, in seguito ad un aumento repentino di casi di contagio.

Lo scorso 6 maggio a Seul e in tutta la Corea del Sud hanno visto un barlume di speranza. La curva dei contagi era finalmente sotto controllo ed il governo ha permesso la riapertura delle attività lavorative nonché la libera circolazione dei cittadini. Chiaramente, così come sta avvenendo qui da noi, sono state condivise raccomandazioni sui comportamenti da tenere per evitare che ci fosse un aumento repentino dei contagi.

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Purtroppo, però, un paio di giorni fa è stato registrato un aumento record di casi a Seul. Onde evitare una nuova diffusione di massa del virus, il governo ha stabilito un nuovo lockdown di due settimane. Già da ieri dunque è stato effettuato un passo indietro rispetto alle libertà concesse in questo periodo.

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Corea del sud nuovamente in lockdown

Il ministro della sanità Park Neung-hoo ha annunciato la chiusura di parchi, musei e gallerie d’arte. Le aziende sono invitate a ristabilire nuovamente il lavoro da remoto dei dipendenti ed i cittadini non potranno recarsi in luoghi in cui c’è la possibilità che si creino assembramenti: vietati dunque centri commerciali, bar, ristoranti e locali. Al momento la misura restrittiva riguarda la sola Seul, ma nella capitale vivono circa la metà dei 52 milioni di abitanti della Corea del Sud.

Un simile precedente invita a riflettere e pone maggiore attenzione su quelle che sono le regole di sicurezza condivise dal governo. Bisogna rispettare il distanziamento sociale, mettere le mascherine e sanificare tutti gli ambienti, senza tralasciare nulla. Una nuova chiusura, infatti, acuirebbe i danni già ingenti causati all’economia dalla pandemia.