Roma, 14enne adescata in chat e poi stuprata: a processo 3 giovani rom

Tre giovani rom rischiano un’altra condanna per stupro di gruppo: la vittima è una ragazza di 14 anni adescata in una chat su Facebook.

Esattamente tre anni fa, il 10 maggio 2017, due ragazze di 14 anni furono adescate e stuprate in un boschetto del quartiere romano del Collatino. Per quella brutale violenza nel 2018 furono condannati a 6 e 5 anni di reclusione Mario Seferovic e Bilomante  Maicon Halilovic. I quali però rischiano ora un secondo processo per un’altra violenza pressoché identica che sarebbe stata perpetrata nel giugno del 2017, un mese dopo il fattaccio di cui sopra, in un casolare di Setteville.

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L’orribile vicenda della ragazza stuprata dal branco

Sarebbe stato Seferovic, che sui social si faceva chiamare Alessio il Sinto, a adescare la “nuova” vittima su Facebook. Dopo essersi scambiati messaggi per alcune settimane, i due avrebbero deciso d’incontrarsi a Setteville, Guidonia. Seferovic aveva portato con sé Halilovic, un suo parente di 22 anni, Ibrajime Halilovic, e altri due ragazzi che la poveretta non ha saputo identificare.

L’adolescente ha riferito di essere stata minacciata e costretta a seguirli in un casolare abbandonato tra via Casal Bianco e via Ludovico Muratori, dove si sarebbe consumato lo stupro e lo sfregio di essere filmata mentre veniva violentata. Prima di lasciarla andare, Seferovic avrebbe minacciato la vittima, dicendole che sapeva dove abitava e che, se avesse raccontato quanto accaduto, avrebbe fatto del male alla sua famiglia. La ragazza, che in un primo momento aveva scelto di non raccontare nulla, ha poi denunciato. E in un’aula del tribunale di Tivoli si scriverà ora un nuovo capitolo di questa agghiacciante vicenda.

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EDS