Stuprata dal marito dopo aver partorito: la confessione choc di Natasha

“Mio marito mi ha stuprata poche ore dopo aver dato alla luce il nostro bambino” racconta Natasha, vittima di otto anni di violenze mentali, fisiche e sessuali.

Per otto anni Natasha ha vissuto nel costante terrore dell’uomo di cui avrebbe dovuto potersi fidare più di chiunque altro al mondo: suo marito. Aveva solo 17 anni quando conobbe colui che l’avrebbe “distrutta ogni giorno un po’ di più”, sia mentalmente che fisicamente. Ad un certo punto gli abusi sono diventati talmente allucinanti che Natasha è stata violentata dal marito poche ore dopo aver dato alla luce il loro secondo figlio.

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stupro di gruppo

Il calvario di una donna stuprata nel corpo e nell’anima

Ci sono voluti anni perché Natasha trovasse il coraggio di liberarsi di quella relazione morbosa e unirsi a un’associazione britannica che si batte contro la violenza domestica. “Per otto anni ho subito ogni tipo di offesa e abuso. Mi sono annullata un po’ alla volta. Lui era un mostro che riusciva a tenere tutto sotto controllo. Sotto le apparenza dell’amore, ha fatto sembrare la manipolazione e l’isolamento un comportamento normale”.

A Natasha è stato persino vietato di lavorare perché suo marito voleva essere l’unico a mantenerla. Le disse che era perché “mi amava così tanto che non dovevo passare del tempo con nessun altro”. Ma la cosa peggiore sono state le torture mentali, che hanno distrutto la sua autostima e le hanno fatto pensare che non sarebbe mai stata in grado di lasciare quel partner violento.

“Mi ci è voluto molto tempo per capire che mio marito mi stava degradando, ferendomi e manipolandomi – dice oggi che è una 31enne consapevole e riconciliata con se stessa -. Mi violentava e la mattina dopo si comportava come nulla fosse. Quando sono nati i miei figli, il mio istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento. Volevo andarmene ma non sapevo come farlo in modo sicuro – mio marito aveva minacciato di uccidere i bambini se ci avessi provato.”

La sua ancora di salvezza è stata la Helpline nazionale britannica per gli abusi domestici: “La donna con cui ho parlato ha confermato le mie preoccupazioni -spiega Natasha – mi ha ricordato che non ero sola e che avrei potuto andarmene se volevo. Ho denunciato gli abusi fisici, sessuali e psicologici di mio marito alla polizia e, con il sostegno di Refuge, ho ricostruito la mia vita”.

L’ex marito di Natasha è stato poi incarcerato per gli abusi che ha commesso e lei dice che ora ha trovato un “porto sicuro” nel suo nuovo marito, Ben, e ha avuto un altro “bellissimo bambino”. Ora però vuole soprattutto far tesoro delle sue orribili esperienze per aiutare altre donne che stanno lottando con la violenza domestica: “Gli abusi domestici sono un crimine, e non è mai colpa tua – conclude -. Il mio aguzzino pensava di poter prendere tutto da me, ma io ho voluto salvarmi”.

EDS