Sulmona, operaio 45enne muore di Coronavirus: “Comunità sotto choc”

Altin Hyso, arrivato in Italia giovanissimo dall’Albania, era stato colpito tempo fa da una grave malattia, ma il contagio da Coronavirus gli è stato fatale.

Ieri mattina il cuore di Altin Hyso, operaio edile di 45 anni originario dell’Albania, ha smesso di battere nell’ospedale di Chieti, dove era stato trasferito dopo il primo ricovero a Ortona. L’uomo era stato colpito tempo fa da una grave malattia, ma le sue condizioni sono seriamente aggravate nelle ultime settimane, dopo che ha contratto il Coronavirus. Altin aveva cominciato il percorso di guarigione con un primo tampone negativo, ma le pregresse patologie unite al virus gli sono state fatali. La notizia della sua scomparsa – si tratta della quarta vittima del Coronavirus nella Valle Peligna – si è diffusa rapidamente a Sulmona, – . La notizia della prematura scomparsa dell’albanese, dove l’uomo lascia la moglie e due figli, suscitando sgomento e commozione.

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L’operaio modello vittima del Coronavirus

Altin era molto conosciuto e benvoluto a Sulmona, e non solo nella comunità albanese. Aveva lavorato lì fin dai primi anni ’90, appena giunto da Valona, presso diverse ditte edili locali, facendosi apprezzare per il suo carattere mite e affabile e per la dedizione al lavoro. Non a caso sono tantissimi i messaggi di cordoglio e affetto giunti alla famiglia in queste ore, anche attraverso i social.

Altin aveva realizzato il sogno di una vita di lavoro e di benessere in Italia, sposandosi e mettendo al mondo due figli. “Siamo in tanti oggi a piangere Altin e a stringerci tutti ai suoi familiari nel dolore per questa grave perdita”, ha detto l’imprenditore Pasquale Di Toro. “Si era perfettamente integrato nella nostra comunità e la sua scomparsa sicuramente lascia in tutti noi un grande vuoto”.

A nome della comunità albanese, Luan Hallulli ha affermato: “A ognuno della nostra comunità della Valle Peligna la notizia della morte di Altin ha provocato un grande dolore. Lo ricordiamo soprattutto per la sua diligenza sul lavoro e per la sua grande generosità. È una grande tragedia che coinvolge la nostra comunità, in particolare pensando alla moglie e ai figli molto giovani. E sicuramente va a loro il nostro pensiero e la nostra vicinanza per ogni necessità. Anche perché non potremo partecipare ai funerali per via delle disposizioni imposte dall’emergenza sanitaria”.

EDS