Ponte Morandi, Giuseppe Conte: “Genova ci insegna a ripartire insieme”

In diretta dal cantiere del nuovo Ponte di Genova, Giuseppe Conte ha effettuato un discorso celebrativo in occasione della fine dei lavori sull’ultima campata.

In occasione del giorno in cui i lavori sulla costruzione dell’ultima campata del nuovo ponte a Genova sono stati ultimati, Giuseppe Conte si è presentato sul sito di costruzione con abbigliamento da operaio. La presenza del premier ha avuto una forte valenza simbolica ed ha dato risalto alla fine di un percorso di ricostruzione iniziato proprio agli albori del suo primo governo.

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Ecco cosa ha detto il premier sull’importanza di questo giorno: “Lo Stato non ha mai abbandonato Genova. Lo abbiamo solennemente detto a poche ore dalla tragedia: ero già qui e abbiamo detto subito che Genova non sarebbe stata lasciata sola. Questa presenza è doverosa ma sono qui anche con grande piacere perché oggi suturiamo una ferita”.

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Giuseppe Conte: “La ferita di Genova non si rimarginerà del tutto”

Nonostante il varo dell’ultima campata sia un momento importante, poiché segna la fine di un lavoro che porterà alla costruzione di un ponte che sostituisca quello crollato nell’agosto del 2018, il premier non dimentica le sofferenze che hanno patito i genovesi in questi anni. Il fatto che si sia provveduto alla ricostruzione, non cancella il dramma vissuto dalla città ligure e dai familiari delle vittime.

Per questo Conte ha voluto promettere che il governo s’impegnerà affinché non accada più nulla di simile: “La ferita di Genova non potrà essere completamente rimarginata perché ci sono 43 vittime e noi non dimentichiamo. I giudizi di responsabilità che sono nati da quella tragedia non si sono ancora completati e devono completarsi. Ci impegniamo al massimo perché tragedie del genere non abbiano più a ripetersi”.

 

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