Giorgio Gori | “Mezzo milione di contagi nella provincia di Bergamo” VIDEO

A Bergamo e dintorni l’epidemia ha disseminato tanto dolore. Il sindaco Giorgio Gori fornisce una stima spaventosa di quelli che sono i contagi nell’area.

Giorgio Gori Bergamo
Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori parla della emergenza nella provincia Foto dal web

Sono numeri enormi quelli dei quali parla Giorgio Gori e le cui parole vengono riprese dal quotidiano ‘Il Giorno’. Il sindaco di Bergamo riferisce di avere notizia “di almeno 400-500mila contagi in città ed in provincia, contando anche le persone con sintomi lievi”.

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La stima è frutto di un calcolo che tiene presente il confronto tra i decessi avvenuti l’anno scorso nella prima parte dell’anno e quelli verificatisi invece nell’ultimo trimestre. Ovviamente ad inizio 2019 non c’era il Coronavirus, che invece ha martoriato l’Italia ed in particolare proprio la Bergamasca, l’area più colpita del nostro Paese. Anche Giorgio Gori ritiene che gli infetti siano in numero ben superiore rispetto alle stime ufficiali. Molta gente, per un motivo o per un altro, non ha potuto fare ricorso a tamponi e cure del caso. Ma secondo il sindaco, “l’emergenza almeno qui è superata. Il virus però c’è ancora, infatti di contagi e di decessi ogni giorno continuiamo ad averne. Ma in misura inferiore rispetto alle scorse settimane”.

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Giorgio Gori: “Bisognava avvisarci prima, avremmo potuto fare di più”

Lui stesso nei giorni scorsi aveva parlato di “sottovalutazione dell’effettivo rischio”, ammettendo lo sbaglio. Con la scoperta di casi di polmonite ben prima del mese di febbraio, quando l’emergenza è diventata un qualcosa di riconosciuto. “Ed erano circolate informazioni a livello governativo già a gennaio su una possibile crisi sanitaria. Condividere tali informazioni per tempo forse avrebbe consentito di attraversare in maniera migliore questa tempesta. Magari con uscite più calzanti ed utili e soprattutto con delle contromisure immediate per proteggere i cittadini. Ancora a fine febbraio diverse città del Nord – Treviso, Verona, Bologna, Torino e tante altre – erano del parere che non ci fosse la necessità di fermarsi”. Questo perché, spiega Gori, c’era ancora l’idea che il focolaio fosse limitato a Codogno ed a poche altre località.

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“Vogliamo informazioni tempestive da Governo e Regione”

“Logico che amministratori locali, politici ed altri individui sostenessero la linea della normalità”. Invece a Sky Tg 24 il primo cittadino orobico afferma quanto segue. “C’è chi parla di ristoranti o di mezzi pubblici con capienza dimezzata. Ma non c’è nulla di certo ed attrezzare locali e bus per la situazione in corso non è uno scherzo, non si deve improvvisare e noi autorità locali non possiamo essere avvisate il giorno prima. Per cui pretendo informazioni precise e tempestive sia dal Governo quanto dalla Regione con il necessario anticipo affinché i territori ed i soggetti coinvolti possano organizzarsi per fornire le adeguate misure di sicurezza ai lavoratori ed anche ai cittadini.

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