Slogan forti contro il Coronavirus a Cagliari | “Necessario farlo” FOTO

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La situazione Coronavirus a Cagliari come nel resto d’Italia vede fin troppe persone trasgredire le regole del decreto governativo. Interviene il sindaco.

Coronavirus Cagliari
Slogan anti Coronavirus a Cagliari dal forte impatto ed è protesta Foto Twitter

Stanno facendo discutere e non poco gli slogan affissi su dei mega cartelloni affissi a Cagliari e che intendono sollecitare i cittadini a non uscire di casa. Il fatto è che la campagna pubblicitaria scelta fa affidamento su delle frasi di forte impatto, che nel pieno dell’emergenza Coronavirus Italia rischiano di avere come effetto collaterale quello di creare ulteriore allarmismo.

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Girando per le strade del capoluogo sardo si leggono frasi del tipo “Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”. “Quando hanno portato mia madre in ospedale, ho capito che dovevo rinunciare alla corsa” e “Quando mio figlio è stato contagiato, ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”. Una scelta voluta dalla locale amministrazione di destra e che ha suscitato le veementi proteste della opposizione di centrosinistra. Del fatto si sta discutendo molto in particolar modo sui social network di questa trovata che a quanto pare, sarebbe da attribuire al sindaco Paolo Truzzu di ‘Fratelli d’Italia’.

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Coronavirus Cagliari, il sindaco: “Lo faccio per il bene dei miei concittadini”

“Chiediamo che il primo cittadino provveda immediatamente alla rimozione di questi messaggi. E che lo stesso si faccia promotore di una campagna informativa istituzionale semplice e diretta. I cittadini hanno bisogno di una comunicazione seria e trasparente, non di terrorismo. La cittadinanza di Cagliari non se lo merita”, viene riportato in una nota. Con la ferma convinzione che una simile forma di comunicazione contribuisca soltanto ad esacerbare gli animi. Ma il sindaco Truzzu è convinto della bontà delle sue azioni. “In questi giorni vi capiterà di vedere sui muri alcuni manifesti 6×3 firmati direttamente da me. Sono messaggi molto forti. Quando l’agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato. Che avrei ricevuto gli insulti. Qualche sepolcro imbiancato, qualche vecchia gloria con il ditino sempre puntato, acide commentatrici, confusi giovanotti con uno strano concetto di democrazia. Ma mi sono chiesto: è più importante il mio consenso o la salute e il futuro dei miei concittadini? Voglio che, passato lo choc iniziale, si possa riflettere”, fa sapere Truzzu.

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“Purtroppo la realtà è questa”

“Cari concittadini, di questo discutiamo tutti i giorni. Uscire poco o nulla, stare attenti nel fare la spesa, evitare le corsette. Ci sono cose bellissime che non possiamo fare. Sono pericolose perché aiutano il contagio. E il contagio, lo abbiamo visto, può essere letale per molti di noi. Succede nel Nord Italia. Può succedere da noi, a Cagliari, se non riflettiamo sull’effetto disastroso che molti nostri comportamenti possono avere. Mi spiace ma questa è la realtà. Mi preoccupo che tutti, oggi e domani, siano in ottima salute. Per riprendere in mano, dopo questa tragedia, il presente e il nostro futuro. Senza nessun intento di criminalizzazione dei cagliaritani, come qualcuno, dedito più alla propaganda e alla mistificazione, ha voluto far credere. Cagliaritani che nella maggior parte si comportano con correttezza. L’ho sempre detto e li ringrazio”.

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“Pochi irresponsabili mettono in pericolo i tanti che rispettano le regole”

“Ma il problema sono gli altri che rischiano di vanificare il lavoro di tutti. E vedendo i flussi di traffico vi dico che non sono così pochi quelli che si muovono senza giustificazione – osserva – E ne basta uno per costringere una mamma a casa con i propri bambini un altro mese, un imprenditore a tenere ancora la serranda abbassata, un professionista a non avere più lavoro, un lavoratore a stare a casa sperando nei sussidi del governo, un operatore dei servizi essenziali a uscire di casa con il terrore, un uomo delle forze dell’ordine a lavorare sperando di cavarsela ogni giorno, un operatore della sanità ad affrontare turni massacranti in condizioni di lavoro complicate”. Parole che il sindaco di Cagliari ha pubblicato in una lettera aperta su Facebook”.