Brittany Kaiser: chi è la talpa del caso Cambridge Analytica

Chi è la talpa del caso Cambridge Analytica: cosa sappiamo di Brittany Kaiser, la giovane che ha messo nei guai la società per cui lavorava.

(screenshot video)

Poco più che trentenne, Brittany Kaiser è una giovane manager che ha contribuito a far conoscere al mondo come i dati degli utenti nei social network vengano manipolati. Le sue parole hanno fatto emergere i rischi di questo sistema per la democrazia.

Leggi anche –> Fabio Rovazzi, Le Iene Show: il cantante si veste da Iena e indaga su Facebook e Cambridge Analytica

Secondo la sua denuncia, l’uso improprio dei dati di Facebook avrebbe potenzialmente influenzato il voto nel referendum sulla Brexit nel Regno Unito e nelle Presidenziali Usa del 2016.

Leggi anche –> Facebook, in arrivo il nuovo algoritmo che traccia i profili mentali

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Cosa sappiamo su Brittany Kaiser, la talpa di Cambridge Analytica

Nata a Houston, Brittany Kaiser si è laureata alla Phillips Academy Andover nel 2005. Quindi ha continuato a studiare presso l’Università di Edimburgo, la City University di Hong Kong, il Birkbeck College dell’Università di Londra. Successivamente ha conseguito il dottorato in filosofia presso la Middlesex University. Inoltre, ha fatto parte del team di Barack Obama durante la sua campagna presidenziale nel 2007. Ha anche lavorato per Amnesty International.

Tra febbraio 2015 e gennaio 2018, Kaiser ha lavorato a tempo pieno per il gruppo SCL, la società madre di Cambridge Analytica, come direttore dello sviluppo aziendale. Con le sue dichiarazioni, ha fatto esplodere uno scandalo internazionale ed è fuggita in Thailandia per questo. Successivamente ha testimoniato davanti al Parlamento britannico su Cambridge Analytica e le minacce alla privacy poste da Facebook. Contestualmente, ha lanciato una campagna per la democrazia e la trasparenza su Facebook. Intervistata dal portale linkiesta.it, ha dichiarato nei mesi scorsi: “So per esperienza diretta che esistono molti dati a disposizione sui comportamenti degli elettori italiani. Dati che i vostri partiti potrebbero comprare senza problemi, se volessero usarli”.