Grenfell Tower incendio, il grave sbaglio dei pompieri: “Chiudetevi in casa”

Grenfell Tower incendio
Grenfell Tower incendio FOTO telegraph

Caso Grenfell Tower incendio: un rapporto di quasi mille pagine punta il dito sulla disarmante mancanza di organizzazione dei pompieri di Londra.

Il 14 giugno del 2017 un incendio devastò la Grenfell Tower a Londra, nel centralissimo quartiere di North Kensington. Preda delle fiamme fu una struttura imponente, di ben 24 piani di altezza e che ospitata centinaia e centinaia di persone. Ci furono 72 vittime, tra le quali 18 bambini. Tra i morti figurarono anche gli italiani Marco Gottardi e Gloria Trevisan, giovani fidanzati di rispettivamente 26 e 27 anni che passarono i loro ultimi istanti di vita tenendo delle drammatiche conversazioni telefoniche con i loro genitori. Il fuoco divampò all’improvviso nel cuore della notte, e delle perizie successive stabilirono che il tutto avvenne a seguito di gravi inadempienze nei sistemi di sicurezza che avrebbero dovuto tenere al sicuro il palazzo da qualsiasi rischio.

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Grenfell Tower incendio, l’assurdo ordine dato dai pompieri ai residenti

Così non fu e ci vollero ore ed ore per domare la furia distruttiva del fuoco, da parte di numerose squadre di pompieri. A distanza di oltre due anni da quella assurda tragedia emerge un particolare che, se confermato, non farebbe altro che aumentare la rabbia per quanto successo. L’accaduto è da ritenere assurdo in quanto pare che proprio i pompieri si sarebbero fatti trovare del tutto impreparati a quel disastro. E gli stessi avrebbero dato ai residenti nella Grenfell Tower l’indicazione di restare chiusi in casa anziché fare evacuare la struttura quanto prima. Questo aspetto si trova all’interno di un resoconto stilato da una apposita commissione d’inchiesta. Nella giornata del 29 ottobre 2019 è stato diffuso un rapporto di quasi mille pagine nei quali accuse di negligenza colpiscono direttamente Dany Cotton, capo dei vigili del fuoco di Londra.

Sotto accusa la mancanza di un piano

In esso spicca anche una disarmante impreparazione del corpo da lui comandato di fronte a quanto successo. L’incendio divampò molto rapidamente a causa principalmente del rivestimento esterno della Grenfell Tower, che si è scoperto essere composto da materiale altamente infiammabile. Il fuoco divampò dal malfunzionamento di un frigorifero posto in un appartamento al quarto piano. Questo ha portato ad intentare una causa multimilionaria ai danni della Whirpool, azienda costruttrice dell’elettrodomestico. Per quanto riguarda i vigili del fuoco londinesi, molti di loro sono stati capaci di salvare delle vite e non sono mancati atti di vero eroismo. Ma una miglior coordinazione avrebbe presumibilmente ridotto di molto il numero delle vittime.

“Perse due ore con quell’ordine assurdo, in molti potevano salvarsi”

Sembra che l’ordine dato ai residenti di starsene chiusi in casa fosse proprio vero. Ma tale strategia risulterebbe sensata solamente in caso di incendio circoscritto. Difatti dopo due ore tale ordine venne revocato, ma in tutto quel tempo erano già morte diverse persone. Il rapporto sottolinea anche delle presunte gravi mancanze da parte dei vigili del fuoco nel reagire, sia sul posto che nel centro di coordinamento. “Le mancanze in questione sono in larga parte sistematiche”. Il padre di Marco Gottardi ha sostenuto che nell’incendio della Greenfell Tower hanno contribuito a far morire così tanta gente ritardi nei soccorsi ed inefficienze da parte dei soccorritori. Senza contare progettazione e manutenzione dell’enorme palazzo, non conformi agli standard di sicurezza richiesti. “I pompieri italiani sono tutt’altra cosa, molto più preparati”.

Il rapporto inchioda il capo dei pompieri di Londra

Dello stesso tenore è anche il fratello di Gloria Trevisan, il quale invoca giustizia. “Se è vero che alla base di questa tragedia ci sono così tante negligenze, allora è giusto che i responsabili paghino. Ci sono stati così tanti morti sia per le negligenze dei pompieri che per la scelta di metter su una costruzione così imponente utilizzando materiali scadenti. Sempre nel rapporto trovano posto – e fanno discutere – le parole dello stesso Dany Cotton. Il capo dei pompieri di Londra affermò in passato: “Se potessi, non cambierei nulla di quanto fatto quella notte. Agirei in maniera identica. Nulla avrebbe potuto preparare i vigili del fuoco ad affrontare quella situazione”. Dichiarazioni viste da molti come una mancanza di rispetto nei confronti delle famiglie delle vittime.