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Grenfell Tower
Fiori in memoria delle vittime della Grenfell Tower

Nella notte del 14 giugno del 2017 un enorme incendio avvenuto a Londra, nel quartiere di North Kensington, distrusse un grattacielo del ‘74, la Grenfell Tower, uccidendo 71 persone e provocando altrettanti feriti. La Grenfell Tower torreggiava nella zona ovest di Londra, a North Kengsington, all’altezza di Lancaster Road, ed ospitava molte famiglie della classe media ed operaia. Il grande condominio accoglieva approssimativamente 450-500 persone distribuite in 120 appartamenti, disposti su 24 piani. Ci sono voluti più di 5 mesi solo per poter recuperare tutti i corpi, poterli identificare ed avere un bilancio definitivo delle vittime.

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Che cosa accadde quella notte: da un cortocircuito ad un rogo inarrestabile 

L’emergenza incendio, innescata dal banale cortocircuito di un frigo-congelatore situato al quarto piano sembrò, inizialmente, essere rientrata grazie al tempestivo soccorso da parte dei vigili del fuoco ma le fiamme, propagatesi verso l’alto a causa di un effetto camino accentuato dalla struttura affusolata dell’edificio, trovarono un terreno fin troppo fertile nel rivestimento non ignifugo situato all’esterno della struttura. Le fiamme crearono, così, un rogo inarrestabile che avvolse velocemente tutti i piani superiori dell’edificio. Nonostante lo spiegamento di forze utilizzato (250 pompieri e 45 autopompe) i mezzi non risultarono adeguati ad una situazione così eccezionale ed i soccorritori non riuscendo ad entrare negli appartamenti per portare in salvo i feriti si limitarono ad utilizzare soltanto le pompe all’esterno.

La commissione d’inchiesta: i genitori di Gloria Trevisan presenti in aula per ricordarla

Fra le vittime anche due italiani: Gloria Trevisan, 27 anni, e Marco Gottardi, 28 anni, due architetti veneti, inquilini del 23esimo piano, a Londra da 3 mesi per lavoro. I ragazzi, secondo quanto testimoniato dal padre di Marco, Giannino Gottardi, all’Ansa, all’epoca dei fatti, avrebbe anche assistito inerme alla telefonata del figlio mentre i due giovani cercavano di sfuggire al fumo ed al fuoco. Arrivati dall’Italia a Londra, davanti alla commissione d’inchiesta britannica guidata dal magistrato Martin Moore-Bick, i genitori di Gloria hanno rievocato l’ultimo messaggio lasciato loro dalla figlia che raccontava gli ultimi momenti di vita col suo compagno in attesa della tragedia imminente. La famiglia ha, inoltre, reso omaggio alla ragazza attraverso un suo ricordo video. Oltre ai ragazzi veneti sono morte una famiglia di 6 persone, 3 famiglie di 5 persone, una donna di 84 anni, una donna incita ha perso la bambina che portava in grembo e tante altre vite sono andate spezzate, ricordate sul sito del Guardian attraverso un ritratto che, una vicino all’altra, mette in ordine tutte queste esistenze concluse così tragicamente.

Una tragedia che secondo il comitato Grenfell Action Group poteva essere evitata

Da tempo gli inquilini del Grenfell si erano lamentati per le cattive condizioni di sicurezza ed avevano creato il comitato Grenfell Action Group, che denunciava i recenti lavori di ristrutturazione dello stabile. Era stata criticata, soprattutto, la disponibilità di un solo ingresso e la presenza di rivestimenti di plastica considerati pericolosi. “Sono state le grida della gente a salvarmi, non l’allarme anti incendio che non ha funzionato” avrebbe dichiarato Paul Munakr alla Bbc, superstite insieme a circa 223 persone che riuscirono a mettersi in fuga.

Le indagini: Scotland Yard e la Met Police sul caso

Scotland Yard ha svolto verifiche sia sul modello di frigo, un Hotpoint FF175BP, su cui anche gli stessi produttori stanno ultimando altri test, ma, soprattutto, sull’isolamento esterno del grattacielo il quale sembra non rispondesse alle norme di sicurezza richieste. Inizialmente era stata valutata la possibilità di un ennesimo attentato a Londra ma lo svolgimento delle indagini ha poi virato, quasi subito, verso l’ipotesi di omicidio colposo. I pannelli isolanti, applicati sull’edificio durante una ristrutturazione avvenuta nel 2015 non essendo ignifughi non avrebbero fermato la propagazione del fuoco fino ai piani più alti del palazzo. Il rapporto redatto da un gruppo di ricercatori ed ingegneri della Bre group, incaricati dalla Met Police di Londra per poter avere un parere tecnico ed imparziale, ha rivelato che se la società incaricata di gestire i lavori di ristrutturazione, approvati dal Consiglio amministrativo di Kengsington and Chelsea e realizzati fra il 2014 ed il 2016, non avesse fatto istallare quei pannelli esterni a basso costo, risultati essere né ignifughi né isolanti, l’incendio non sarebbe divampato così prepotentemente nel palazzo. Sono risultati, inoltre, carenti dal punto di vista della qualità anche gli infissi delle finestre e delle chiusure delle porte, anche quelle antincendio. Oltre alle morti a causa dell’incendio, secondo l’associazione Silence of Suicide, nel 2017 almeno 20 persone fra i sopravvissuti avrebbero tentato il suicidio dopo quella notte.

Marta Colanera