Opera choc: Pamela Mastropietro è Maria, il suo carnefice Gesù bambino

Pamela Mastropietro protagonista, suo malgrado, di un’opera d’arte a dir poco discutibile: lei è raffigurata come la Madonna, Innocent Oseghale come Gesù Bambino. La famiglia della ragazza uccisa è senza parole. 

Il caso di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata a gennaio dello scorso anno, ha fatto molto discutere. Ma ora probabilmente si è passato il segno. La povera vittima è stata infatti rappresentata come la “Madonna con Bambino”, con in braccio il suo carnefice, Innocent Oseghale, nei panni di Gesù. L’opera choc porta la firma dell’artista torinese Andrea Villa e ha fatto il giro del web in occasione del lancio della sua mostra “Salotto borghese, Italia agli immigrati”, conclusasi pochi giorni fa a Torino, scatenando la (comprensibile) rabbia della famiglia della ragazza, che dopo un iniziale sbigottimento si dice pronta ad “andare a fondo” della vicenda e a valutare “le azioni più opportune”.

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Uno schiaffo alla memoria di Pamela Mastropietro

È lo zio di Pamela Mastropietro e legale della famiglia, Marco Valerio Verni, a denunciare il caso in un post su Facebook accompagnato dall’immagine dell’opera choc: “Noi andremo a fondo in questa vicenda per capire come sono andate le cose. Siamo venuti a conoscenza, per un caso fortuito, di questo quadro e lo abbiamo trovato blasfemo, dissacrante e offensivo sia della religione che di Pamela e della sua tragedia, oltre che dei familiari”, ha spiegato l’avvocato all’Adnkronos.

“Ci dispiace che il viso di Pamela sia usato in questo modo – sottolinea Verni -, non avremmo avuto da ridire se fosse stato usato per messaggi positivi o di beneficenza, ma che venga usato a nostra insaputa, in un contesto come questo, non fa che aumentare l’amarezza e la rabbia. Al di là di qualsiasi messaggio l’artista volesse mandare, è raccapricciante averne preso visione. Valuteremo le azioni più opportune”.

E alla stessa agenzia di stampa Riccardo Costantini, gallerista di Riccardo Costantini Contemporary, dove dal 20 settembre al 12 ottobre scorsi si è tenuta l’esposizione, assicura che, nonostante l’immagine sia finita online per promuovere l’evento, “l’opera alla mostra non è stata esposta” per volere dello stesso artista, che avrebbe anche espresso “massimo rispetto” per la ragazza e la sua famiglia definendo il suo lavoro come “una critica” a chi ha strumentalizzato la vicenda.

L’immagine è stata postata sulla pagina Facebook dell’evento ed è circolata, ma nel corso della programmazione è stata sostituita con un’altra opera, che raffigura Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti rappresentati come due angeli e la scritta “Peneangeli”. “Io come gallerista – aggiunge Costantini – mi trovo spesso davanti a opere contraddittorie come questa e non è mio compito esprimere giudizi morali sugli artisti. Non essendone l’autore non ne sono responsabile e non lo sono a maggior ragione dal momento che l’opera non è mai stata esposta”.

Quanto all’artista incriminato, Andrea Villa, detto anche il “Banksy torinese” per il suoi blitz a suon di manifesti satirici e perché nasconde la sua identità, ribadisce che “l’opera non è stata esposta e nemmeno prodotta, non ci ho guadagnato neppure un soldo”, puntualizzando che “potevo intuire cosa sarebbe successo e così ho preferito mantenere un profilo più basso. Sono convinto della mia opera, ma ho preferito, in quel momento, non esporla per rispetto della famiglia: mi sembrava fosse un po’ troppo… La mia riflessione è stata come l’immagine di Pamela sia stata sfruttata da alcuni giornalisti e mass media per motivi puramente propagandistici. Io lavoro sulla strumentalizzazione mediatica del personaggio”. E se lo dice lui…

EDS