Poliziotti uccisi, la testimone: “Calcinacci e vetri rotti ovunque, sembrava Beirut”

Poliziotti uccisiSpuntano in rete le prime testimonianze su quando accaduto ieri alla Questura di Trieste, dove due poliziotti sono stati uccisi in uno scontro a fuoco.

Durante uno scontro a fuoco improvviso all’interno della Questura di Trieste tra due uomini accusati di rapina e gli agenti, due poliziotti hanno perso la vita. Secondo le prime informazioni giunte ad uccidere Pierluigi Rotta e Matteo De Menego sarebbe stato il cittadino dominicano Alejandro Arturo Stephan Meran. Al momento le informazioni giunte sono parziali e la ricostruzione dell’accaduto confusa, ma con il passare delle ore stanno emergendo maggiori dettagli.

La prima testimonianza diretta apparsa in rete è quella di una poliziotta fuori servizio che era entrata in questura poco prima che iniziasse l’inferno. La donna ha raccontato la sua esperienza all’interno di una chat della Polizia e successivamente è stata riportata sul web. Secondo quanto si apprende su ‘Leggo‘, la donna era passata insieme alla sorella ed al cognato: “Quando ho visto arrivare i due colleghi con i due uomini, erano troppo vicini senza manette”.

Tutto sembrava tranquillo, ma poi la situazione è precipita in pochi minuti: “Quando sono entrati, ho salutato mia sorella, appena ho aperto il portone della Questura ho sentito un colpo sordo ma non avevo capito in un primo momento”.

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Poliziotti uccisi: “Sembrava Beirut”

Alla confusione iniziale subentra la consapevolezza di quello che stava accadendo e s’instilla nell’agente la paura. Poco dopo un collega è arrivato di corsa e le ha detto di correre via, poiché si stavano sparando addosso. Il racconto di quegli istanti interminabili è impressionante: “hanno iniziato a sparare, c’erano vetri e calcinacci dappertutto”, spiega la poliziotta. La paura e la necessità di trovare un riparo rendono la situazione concitata e non permettono all’agente di capire tutto quello che sta capitando.

Ciò nonostante quello che emerge dal suo racconto è allarmante: “Sembrava Beirut, non so quanti colpi sono stati esplosi non so quanti colpi sono stati esplosi, una infinità. Sembrava di stare a Capodanno con i mortaretti. La cosa più brutta è stata non poter fare niente, quell’uomo sparava a vista”.