Omicidio Cerciello Rega: i contatti tra un pusher ed un collega della vittima

Omicidio Cerciello Rega
(Screenshot Video)

Dai tabulati telefonici sono emersi oltre 2000 contatti tra un carabiniere ed un pusher, oltre ai dettagli della chat tra gli americani e Brugiatelli. Non ancora risolti tutti i dubbi sulla notte in cui è stato ucciso Cerciello.

La dinamica di quanto accaduto la notte tra il 25 ed il 26 luglio 2019, quella in cui è stato ucciso il Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, è ancora al vaglio degli inquirenti. Sin dai primi istanti sono infatti emersi dettagli poco chiari che hanno fatto sollevare dei dubbi sulla versione fornita da Varriale. Il collega del Carabiniere ucciso con svariate coltellate dall’americano Finnegan Elder Lee, infatti, ha fornito diverse versioni nel corso degli interrogatori.

Nella prima versione, ad esempio, ha dichiarato di avere con sé la pistola d’ordinanza e le manette. Questo dettaglio è stato confutato quasi subito dalla deposizione degli altri carabinieri in strada quella sera. Un altro dettaglio non chiaro è il perché il carabiniere abbia mentito sulla nazionalità dei due aggressori: ai colleghi intervenuti in soccorso di Mario Cerciello Rega, infatti, Varriale avrebbe detto che si trattava di due magrebini nonostante avesse ascoltato la telefonata con i due americani. Un ulteriore dubbio riguarda l’identificazione: Varriale sostiene di aver dichiarato agli americani che erano carabinieri, mentre gli accusati sostengono il contrario.

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Omicidio Cerciello: i contatti di un carabiniere con un pusher

Dall’analisi dei tabulati telefonici emergono ulteriori dubbi sul perché i carabinieri si trovassero in piazza quella notte. Uno dei colleghi di Mario Cerciello Rega, infatti, aveva contatti assidui con il pusher Italo Pompei. Nel suo telefono il nucleo investigativo dell’Arma ha trovato oltre 2000 contatti con lo spacciatore. Adesso le indagini dei carabinieri si concentreranno sullo scoprire la natura del loro rapporto, in modo da poter appurare se si trattava di un confidente.

Sono emersi in queste ore anche i dettagli della chat tra Sergio Brugiatelli e i due americani. Da queste si evince come i due turisti avessero chiesto più volte all’uomo di presentarsi da solo e come questo gli abbia mentito dicendo loro che non avrebbe portato nessuno. All’appuntamento, com’è noto, si sono presentati i due carabinieri. Proprio su questa dinamica si basa la difesa degli americani: i legali sostengono che i due ragazzi abbiano temuto si trattasse di due spacciatori ed abbiano reagito per difendersi.